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ACF Fiorentina

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ACF Fiorentina
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa Europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Viola, Gigliati
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Casa
Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Trasferta
Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Terza divisa
Colori sociali: Viola
Simboli: Giglio di Firenze
Inno: Alè Fiorentina - Garrisca al vento il Labaro Viola
Narciso Parigi (1957)
Dati societari
Città: Firenze
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie A
Fondazione: 1926
Rifondazione: 2002
Presidente: Andrea Della Valle
Allenatore: Cesare Prandelli
Palmarès
Scudetti: 2
Trofei nazionali: 6 Coppe Italia
1 Supercoppe d’Italia
 
Trofei Internazionali: 1 Coppe delle Coppe
1 Coppa Mitropa
 

1 Coppa di Lega Italo-Inglese
1 Coppa delle Alpi (come membro della rappresentativa italiana)

Stadio
Artemio Franchi
(47.500 posti)
Contatti
ACF Fiorentina S.p.A.
Viale Manfredo Fanti, 4
50137 Firenze
tel: 055.503011
fax:055.579572
 
www.acffiorentina.it

La ACF Fiorentina (già Associazione Calcio Fiorentina e Florentia Viola) o, più comunemente, Fiorentina è la principale società calcistica di Firenze. Fu fondata il 26 agosto 1926 e gioca con una caratteristica divisa viola, combinazione cromatica piuttosto rara nel mondo calcistico, motivo per il quale viene chiamata spesso in tutto il mondo la Viola.

Nel suo palmarès, oltre a due successi in campo internazionale (Coppa delle Coppe e Mitropa Cup), vi sono 2 scudetti (uno nella stagione 1955-56 e l'altro in quella 1968-69), 6 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.

La Fiorentina è stata la prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale (Coppa dei Campioni 1956-57) ed il primo club a vincere la Coppa delle Coppe (1960-61). Inoltre è una delle 13 squadre europee[1] che hanno disputato le finali di tutte le tre coppe principali della UEFA (Coppa dei Campioni-Champions League, Coppa delle Fiere-Coppa UEFA e Coppa delle Coppe).

Indice

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Storia

Le origini

Società viola Le origini della squadra viola vengono datate 1898 quando viene creato il primo gruppo calcistico della città di Firenze chiamato "Florence Foot-Ball Club". Il club è aristocratico e chiuso per cui il popolo non aveva alcun interesse a seguirlo. Nel 1902 però un gruppo di giovani (tra cui Italo Capanni, Mario Meloni e un certo signor Galluzzi, fratello del futuro giocatore della Fiorentina) creò la "Itala F.C.": il campo da gioco si trovava a Campo di Marte. Nello stesso periodo nasce il "Club Sportivo Firenze" (1903), che inizialmente si dedicò solo al ciclismo ed altri sport minori e solo in seguito si occupò anche di calcio. Nel 1908, poi, nasce il "Firenze Football Club" tra i cui fondatori ci fu Oreste Gelli. Questa volta il campo da gioco era il Prato del Quercione, al Parco delle Cascine.
Nel 1910 la "Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas" (fondata nel 1877) istituisce anche essa una sezione dedicata al calcio, nata in realtà per una scissione interna al "Firenze Football Club". Entrambi giocarono sul Prato del Quercione, ma i due terreni da gioco vennero separati da una corda sorretta da qualche picchetto piantato per terra. Il dissidio tra le due società crebbe: gli sportivi della Libertas venivano chiamati "ghiozzi rossi" a causa dei frequenti tuffi nel fosso che delimitava il campo, per recuperare il pallone e per la loro maglia di colore scarlatto che indossavano. Questi stessi furono sfrattati dalle Cascine e andarono presso il campo di via Bellini, inaugurato il 22 aprile 1922.

La fondazione

Alle fine le uniche squadre calcistiche che spiccavano a Firenze erano il "Club Sportivo Firenze" e la "Palestra Ginnastica Libertas". Nessuna delle due però era particolarmente brillante in campo nazionale. Per risolvere questo problema i due club sportivi pensarono di fare un sacrificio fondendo le due squadre per dare vita ad una nuova società che fosse più forte, sia come qualità che come fondi economici. È importante sottolineare che anche gli orientamenti del nascente regime fascista in materia di sport spingevano i sodalizi più recenti alla fusione ed all'accorpamento (ogni frazionismo che dividesse le città, anche solo in ambito sportivo, era infatti visto con sospetto dal regime). È indicativo di tale tendenza il fatto che le società nate in quel periodo, come l'Ambrosiana, il Napoli, la Roma e, appunto, la Fiorentina, furono il frutto di unioni di società preesistenti e, sia nel caso dei viola che in quello dei giallorossi, artefici delle fusioni fossero proprio i federali fascisti provinciali Luigi Ridolfi e Foschi (mentre per l'Ambrosiana la richiesta venne addirittura avanzata da Mussolini in persona).

Il 3 luglio 1926 (anche se, alcuni documenti, riportano la data del 7 luglio 1926) la PGF Libertas Firenze gioca la sua ultima partita ufficiale (ultima giornata del Campionato Nazionale di II Divisione) contro il Prato con la seguente formazione: Sbrana, Farina, Posteiner, Barigozzi, Magnifico, Salvatorini, Mazzacurati, Focosi, Csapkay, Segoni II, Baldini. Il risultato finale: 1-1, con reti di Miliotti per i lanieri e pareggio gigliato di Baldini. La classifica finale consentì la promozione alla squadra fiorentina.

Grazie alla promozione della PGF Libertas la Fiorentina poté iscriversi al Campionato di I Divisione Nazionale (Girone C), una sorta di Serie B dei giorni nostri.

La Fiorentina venne fondata il 26 agosto 1926 in uno studio notarile dalla fusione tra il "Club Sportivo Firenze" e la sezione calcio della "Palestra Ginnastica Libertas". Il primo presidente fu il Marchese Luigi Ridolfi, che rimase tale per quindici anni mentre il primo allenatore fu Károly Csapkay.

In quei giorni le cronache dei giornali furono occupate dalla morte del leggendario Rodolfo Valentino, avvenuta tre giorni prima, e la notizia fu perciò relegata in uno smilzo trafiletto de La Nazione che si compiacque dell'avvenuta fusione: "scomparso il dualismo fra i maggiori sodalizi che praticano questo genere di sport in Firenze è ora possibile vedere gli ex soci del Club Sportivo e della Libertas fraternizzare"

Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Maglia storica

A metà settembre dello stesso anno nella lista delle squadre che partecipano al campionato toscane di prima divisione non comparve né il nome di Libertas né quello di Fiorentina, ma solo "Firenze". Quattro giorni dopo venne annunciata l'amichevole della squadra fiorentina con "Le Signe", la quale batte per 2-1 la squadra di casa. La Nazione, il 20 settembre 1926, scrive: "Il debutto della squadra fiorentina che dovrà fra breve iniziare il campionato di prima divisione non è stato felice. I concittadini sono stati battuti da Le Signe per 2-1. L'A.C. Fiorentina ha avuto il torto di cominciare un po' tardi gli allenamenti della squadra. Ma la colpa non crediamo debba ascriversi del tutto gli intendimenti dei dirigenti del nuovo sodalizio calcistico...'"

I colori sociali erano inizialmente gli stessi di Firenze: il bianco ed il rosso. La maglia da gioco era mezza bianca e mezza rossa anche se da Colle Val d'Elsa nel 1927 arrivarono le maglie a righe biancorosse(un dono fatto dai colligiani in onore dell'antica fratellanza Colle-firenze) che nel 1929 per un errato lavaggio portarono al colore viola. Tre giorni dopo la sconfitta con "Le Signe", la Fiorentina disputò un'altra amichevole contro la Sampierdarenese pareggiando 2-2. Le formazioni della squadra fiorentina schierate nei due tempi furono:

  • 1° tempo: Serravalli, Posteiner, Bargioni, Salvatorini, Segoni, Tuti, Focosi, Nichel, Bolteni (Wolk), Baccilieri, Bandini
  • 2° tempo: Sbrana, Posteiner, Benassi, Salvatorini, Longoni, Carulli, Baldini, Nichel, Bolteni (Wolk), Baccilieri, Bandini.

Gli esordi

Campionato 1926-27: l'inizio

La squadra fu ammessa al girone C (anno 1926-27), ed esordì in campionato, e dunque in una competizione ufficiale, il 3 ottobre 1926, nel match casalingo contro il Pisa, terminato poi con una vittoria per 3-1.
Quel campionato per la formazione biancorossa non fu particolarmente brillante, infatti la squadra si classificò al 6° posto su 10 squadre; fu più che altro un campionato di assestamento e di formazione.
Tra tutti i giocatori però si fece riconoscere un certo Bolteni (della Fiorentina) che alla fine del campionato aveva segnato un totale di 12 reti diventando così capo cannoniere della stagione. In realtà il suo vero nome era Rodolfo Volk, classe 1906, un biondo di Fiume che, essendo sotto servizio di leva, non poteva giocare senza l'autorizzazione delle autorità competenti. Il permesso non gli fu concesso per motivi politici e il giocatore fu così costretto a presentarsi presso i campi da gioco sotto falso nome. In seguito Volk si trasferirà a Roma divenendo un idolo della tifoseria giallorossa.
 

Campionato 1927-28: primo posto mancato

L'anno successivo la squadra fu immessa nel girone D della prima divisione e alla fine del campionato si guadagnò il secondo posto in classifica, dietro al Bari. La Fiorentina vince diverse partite: 3-0 contro il Tivoli, 5-1 contro il Savoia di Torre Annunziata, 8-0 contro il Tivoli (partita di ritorno), 1-1 contro il Taranto, 4-1 contro il Savoia di Torre Annunziata (partita di ritorno). Quest'ultima partita sembrò vinta lealmente, ma dopo più di un mese La Nazione scrive: "possiamo dire che effettivamente, qualcosa di irregolare vi è stato nella disputa del match e si auspica un'inchiesta da parte della Federazione, che metta in chiaro le cose". Qualche giorno dopo la Federcalcio emise un verdetto secondo il quale:

  • il Savoia avrebbe offerto denaro alla Fiorentina per dichiarare forfait;
  • la Fiorentina non avrebbe denunciato il fatto, con la discriminante di non aver accettato la proposta;
  • il Savoia avrebbe reiterato l'offera al momento del calcio d'inizio alla Fiorentina, affinché l'incontro si svolgesse a favore della squadra biancorossa, dietro compenso di denaro;
  • la Fiorentina avrebbe accettato di non incassare l'indennizzo federale, a patto che il Savoia si impegnase a non dichiarare forfait contro il Bari, ma anzi giocasse la partita in modo leale;
  • la Fiorentina non denunciò il comportamento scorretto del suo dirigente;
  • la responsabilità del fatto cadeva sul direttore sportivo del Savoia e sul direttorio della Fiorentina;
  • il presidente Luigi Ridolfi e il consigliere Gino Agostini dovevano essere esclusi.

I provvedimenti furono i seguenti:

  • i direttori del Savoia e della Fiorentina furono squalificati (compresi Ridolfi e Agostini);
  • la partita non portò alcun punto alle due squadre
  • il Savoia fu multato di Lire 4500, la Fiorentina di Lire 1000 (per le spese d'inchiesta);
  • Luigi Ridolfi fu nominato commissario straordinario della Fiorentina, in quanto non poteva più essere presidente della squadra.

L'ultima partita contro il Bari fu decisiva per il campionato; la Fiorentina giocò fuori casa e perse 5-3. Durante la partita ci furono molti incidenti, i giocatori fiorentini furono insultati e minacciati dalla tifoseria barese. Il reclamo da parte della società biancorossa non servì e la squadra si dovette accontentare del secondo posto in classifica.

Campionato 1928-29: la stagione di assestamento

La Federcalcio per la stagione 1928-29 modificò l'assetto del campionato volendo formare un unico girone per l'anno successivo; creò così due gironi formati ognuno da 16 squadre: le prima otto di ogni girone avrebbero fatto parte della Serie A dell'anno successivo, mentre le altre nove avrebbero formato la Serie B. La Fiorentina finì nel girone B insieme a Bologna, Juventus, Genoa, Brescia, Pro Vercelli, Ambrosiana, Cremonese, Lazio, Napoli, ecc. Arrivò ultima con soli 12 punti e 5 partite vinte, 26 reti fatte e 96 subite. La squadra era sempre allenata da Capskay, ma a lui si aggiunse l'ungherese Gyula Feldmann che gli rimase al fianco pure per la stagione successiva. Alla rosa dei giocatori quell'anno si aggiunsero Meucci, Luchetti e Checchi.
Il portiere della Fiorentina, Pieri, viene sostituito da Sernagiotto dopo due pessime prestazioni: 0-3 in casa contro l'Ambrosiana e 0-11 a Torino contro la Juventus.

La settimana dopo però disputò una notevole partita contro il Genoa che schierava in campo la formazione: De Prà, Lombardo, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Parodi, Puerari, Bodini, Catto, Chiecchi, Rosso. La Fiorentina passò in vantaggio nel primo tempo con un gol di Pilati IV, ma il Genoa riuscì a fare due gol negli utlimi tre minuti finali dell'incontro. I tifosi fiorentini ritennero l'arbitro, un certo signor Galassi, piuttosto parziale nei confronti della squadra ospite. La situazione diventò pericolosa a tal punto che i dirigenti della Fiorentina dovettero accompagnare il direttore di gara in macchina fino alla stazione di Signa, dove l'arbitro fu comunque aggredito. Il campo da gioco di Firenze venne così squalificato per una giornata.

La settimana dopo perse ancora, stavolta contro il Napoli per 2-7, mentre la settimana ancora successiva ci fu un'altra sconfitta contro la Lazio per 0-4 sul campo neutro di Modena.

Campionato 1929-30: la serie B

La prima formazione in maglia viola: era il 22 settembre 1929
La prima formazione in maglia viola: era il 22 settembre 1929

La caratteristica maglia viola con il il distintivo a sinistra sul petto raffigurante il giglio rosso in campo bianco simbolo e stemma di Firenze (da cui l'aggettivo gigliati con cui i giocatori della squadra vengono spesso citati) fu indossata ufficialmente il 22 settembre 1929 in una amichevole con la Roma. Si dice che le maglie viola furono adottate per un caso fortuito: le maglie biancorosse vennero mal lavate da una lavandaia in un fiume, stingendo e assumendo un colore violaceo. In realtà pare che fu il marchese Ridolfi in persona a volere il cambio del colore nel viola come espressione cromatica del giglio fiorentino. A tal proposito Indro Montanelli, tifoso della Fiorentina, ha sempre sostenuto che quel colore "appartenesse" alla città al di là dell'errore del lavandaio (una leggenda che a dire il vero si ripete nella storia di molte altre squadre) in quanto a suo giudizio furono proprio degli alchimisti fiorentini del trecento ad ottenere artificialmente il viola. Appresi i segreti dalle popolazioni orientali del Medittaraneo, infatti, queste persone fecero di Firenze il più importante centro di produzione occidentale del suddetto colore, ottenuto attraverso un particolare lichene del gruppo delle Roccellaceae (da cui il nome della famiglia fiorentina dei Rucellai), la Roccella tinctoria , alla quale diedero il nome di oricello, dal latino òra, che sta per estremità, confine. Difatti, il viola è collocato all’estremo dello spettro cromatico ( già allora, ovviamente visibile nel fenomeno dell’arcobaleno) e dopo questo colore si estende un altro territorio, la gamma degli ultravioletti, il mondo dell’invisibile, non percepibile dai sensi ma solo dall'intuito. E' questo il viola universalmente associato al fantastico, all’incantesimo e alla magia. Ai fiorentini successivamente il cambio di colore piacque e fu quindi deciso di adottarlo definitivamente.

Nella sua prima stagione di serie B (campionato 1929-30) la Fiorentina si classificò quarta con 40 punti. La formazione viola tipica di quest'annata era: Sernagiotto, Magli, Renzo, Sinibaldi, Staccione, Pizziolo, Neri, Lucchetti, Staffetta, Baldinotti, Galluzzi, Rivolo. Tra questi Mario Pizziolo (Pizziolo I) e Bruno Neri finirono a giocare in nazionale.

Campionato 1930-31: la promozione in A

Il campionato 1930-31 della serie B lo vinse proprio la Fiorentina che conquistò la vetta della classifica con 46 punti. Il punto decisivo fu segnato sul campo della Spezia Calcio con una rete del fiorentino Baldinotti. La Fiorentina giunse a parimerito con il Bari, proprio la compagine che tre anni prima aveva strappato il titolo cadetto ai gigliati. La squadra viola si guadagnò così la serie A. In casa riuscì sempre a segnare almeno una rete anche se non riportò mai risultati eclatanti. Alla formazione si erano aggiunti il portiere Bruno Ballante, detto "il gatto magico", (acquistato dalla Roma) e il difensore Renato Vignolini.

La formazione di quell'anno fu: Ballante, Corbyons (Magli R.), Vignolini, Staccione, Pizziolo I (Neri), Neri (Pizziolo II), Lucchetti, Staffetta (Moretti), Baldinotti, Galluzzi, Rivolo.

Luigi Ridolfi aveva intanto ripreso la presidenza della squadra, dopo essere stato nominato Commissario Straordinario nel 1928. Proprio quando la Fiorentina riceveva la promozione per la serie A, il Marchese pensò di dimettersi a causa di altri impegni politici e sportivi. La Federcalcio però invitò Ridolfi ad assumere almeno la carica di Commissario Straordinario, che venne acettata volentieri.

La serie A

Campagna acquisti: Pedro Petrone l'artillero

La Fiorentina che adesso era giunta in serie A aveva il problema di dover sostenere in campo squadre di alto calibro come la Juventus, il Genoa, l'Ambrosiana, il Bologna e la Roma. Per questo la squadra viola pensò di comprare alcuni giocatori tra cui il difensore Gazzari dalla Triestina, il centrocampista Giuseppe Bigogno dal Legnano, Alfredo Pitto, che nel 1931 regalerà alla Fiorentina la prima maglia azzurra, e Antonio Busini dal Bologna, Gastone Prendato dal Padova.

Anche l'allenatore Feldmann, ormai solo dopo che Csapkay se ne andò, fu cambiato perché ritenuto inadatto alla Fiorentina di serie A. Fu chiamato così Hermann Fellsner, austriaco, dal Bologna.

Alla Fiorentina mancava però un centravanti solido che potesse portare la squadra al prestigio. Prima dell'inizio del campionato fu acquistato per trentamila lire dal Nacional l'uruguaiano Pedro Petrone, detto l'artillero. Petrone era stato il protagonista delle olimpiadi del 1924 a Parigi e a quelle di Amsterdam del 1928, quando aveva condotto la nazionale "celeste" alla medaglia d'oro. Nei mondiali del 1930 invece, l'attaccante deluse le aspettative, nonostante si giocasse in Uruguay e nonostante il titolo mondiale vinto. Era quindi un campione in cerca di riscatto quello che sbarcò a Genova con un lussuoso transatlantico il 6 agosto 1931. Petrone percepiva uno stipendio di duemila lire mensili (il doppio di un funzionario di stato di alto livello, ma la metà circa di quello di Orsi alla Juventus). Arrivò insieme a lui, il difensore Guido Laino del Penarol. Laino tuttavia subì uno strappo muscolare in allenamento che lo fece rientrare in Uruguay dopo pochi mesi senza che potesse mai esordire in maglia viola.

Petrone arrivò in Italia senza scarpe da calcio; girò diversi negozi a Firenze per trovare delle calzature che gli andassero bene. Addirittura la direzione della squadra telegrafò a Montevideo per richiedere le scarpe personali del giocatore. Durante una visita a Bologna presso l'amico Sansone trovò un paio di scarpe che gli calzavano a pennello (probabilmente presso via Rizzoli).

Dopo essere tornato a Firenze durante un allenamento sul campo della Giglio Rosso, sul Viale dei Colli, tirò un calcio così forte al pallone che, dopo aver oltrepassato la rete di protezione, questo spaccò la vetrata di una villa nei pressi.

Amante del tango e della vita comoda, meno, secondo le cronache, della cucina italiana, Petrone legò molto con il compagno di squadra e compatriota Carlos Gringa, che a differenza dell'artillero rimase tutta la vita a Firenze. Dopo una prima stagione esaltante, Petrone disputò il suo secondo campionato in tono minore. La retrocessione ad ala destra decretata dall'allenatore Felsner durante la seconda stagione in viola, lo portò a forti contrasti col tecnico. La decisione della società di schierarsi con l'allenatore e di multarlo con un'ammenda di duemila lire spinse Petrone ad abbandonare la squadra il 24 marzo del 1933 con una rocambolesca fuga nella notte, per fare ritorno in Uruguay.

Giovanni Berta: il nuovo stadio

Per approfondire, vedi la voce Stadio comunale "Artemio Franchi" di Firenze.
Ponteggi per la costruzione della Curva Ferrovia.
Ponteggi per la costruzione della Curva Ferrovia.

Con la promozione in serie A il vecchio stadio che si trovava in via Bellini non era più adatto. Il nuovo stadio, voluto dal marchese Luigi Ridolfi (che nel frattempo aveva ripreso la presidenza della squadra dopo i fatti di Torre Annunziata del 1928), doveva sorgere alle Cascine, dove c'erano già diversi impianti sportivi. Successivamente però fu presa la decisione di costruirlo presso Campo di Marte, il quale offriva più spazio e più facilità di comunicazione essendo vicino alla ferrovia. Il progetto venne affidato all'architetto Pier Luigi Nervi.

Inizialmente lo stadio fu intitolato a Giovanni Berta, un caduto fascista. Dopo la seconda guerra mondiale il nome fu cambiato semplicemente in "Comunale", mentre nel 1991 prese definitivamente il nome di "Artemio Franchi" in onore dell'ex presidente della FIGC oltre che dirigente della Fiorentina.

Venne inaugurato il 13 settembre 1931; quel giorno fu disputata una gara amichevole arbitrata da Bevilacqua che oppose i gigliati agli austriaci dell'Admira di Vienna e che si concluse con la vittoria dei viola per 1-0 con la rete di Petrone. Le cronache dell'epoca ricordano che il pallone dell'incontro venne lanciato da un aeroplano che, pilotato dal pilota acrobatico fiorentino Vasco Magrini, sorvolò lo stadio prima dell'inizio dell'incontro. Le due formazioni in campo erano:

  • Fiorentina: Ballante, Gazzari, Vignolini, Pizziolo, Bigogno, Pitto, Prendato, Busini, Petrone, Galluzzi (Bonesini), Rivolo
  • Admira: Zohler, Janda, Paolich, Mirschitza, Hummenberger, Porcht, Ranft, Klima, Steuber, Cernitz, Langer.

In realtà, il terreno del nuovo stadio, venne calcato dalla squadra viola il 10 settembre 1931 quando superò, in amichevole, il Montevarchi per 6 reti a zero (4 gol di Petrone).

Gli anni d'oro: I due scudetti

La formazione Campione d'Italia 1955-56
La formazione Campione d'Italia 1955-56

Nella stagione 1955-56 la squadra gigliata ottiene il suo primo scudetto. Il presidente di allora, Enrico Befani, industriale tessile pratese, costruì un'ottima squadra, soprattutto con gli innesti dell'attaccante Miguel Montuori, argentino di origine sorrentina andato in Cile a cercare fortuna calcistica, e dell'asso brasiliano Julio Botelho, detto Julinho, i quali, con il loro estro e la tecnica sopraffina, fecero aumentare notevolmente la capacità offensiva del gioco. Bernardini aveva apprezzato Julinho ai mondiali (Svizzera 1954), lo considera la più forte ala destra del mondo, un giocatore completo per il genio, la forza atletica, lo scatto bruciante, la naturalezza con cui guida il gioco offensivo della squadra. Gioco rifornito assiduamente da un centrocampo di alto spessore tecnico, costituito dalla mezzala Guido Gratton e dal mediano Armando Segato, coadiuvati da un'ala tornante, ruolo ricoperto a turno da Maurilio Prini e Claudio Bizzarri. Completava la formazione un reparto difensivo, arcigno e grintoso nei contrasti come lo stopper Beppe Chiappella ed il terzino Ardico Magnini, ma anche classico e capace di passaggi precisi come il centromediano e capitano Francesco Rosetta e l'altro terzino Sergio Cervato. Il portiere era un giovanissimo Giuliano Sarti che in futuro avrebbe ricoperto quel ruolo nella leggendaria F.C. Internazionale degli anni 60.

Per la squadra allenata da Fulvio Bernardini con i gol di Montuori e di Giuseppe Virgili è una marcia trionfale; i viola arrivano imbattuti all'ultima giornata – sconfitti dal Genoa a Marassi (3-1, raggiunti ad un quarto d'ora dalla fine con un rigore regalato e battuti due volte negli ultimi 5'). Lo scudetto, conquistato con largo anticipo, era già stato festeggiato la domenica precedente, in occasione dell'ultima partita casalinga (4-1 alla Lazio), il 27 maggio. La gara venne preceduta dalla sfilata del calcio storico. Nella stagione 1956-1957 la Fiorentina partecipò alla Coppa dei Campioni, e fu la prima squadra italiana a disputare una finale nel prestigioso torneo, precisamente nel 1957 contro il Real Madrid di Alfredo Di Stefano, perdendo 2-0 al Santiago Bernabéu di Madrid, ma uscendo a testa alta e condannata da alcuni episodi arbitrali sfavorevoli. Decisivo si rivelò sullo 0-0 il rigore assolutamente inesistente assegnato dall'arbitro alle "merengues", dopo che nel primo tempo Julinho aveva sprecato clamorosamente una palla gol per la Fiorentina.

La formazione Campione d'Italia 1968-69
La formazione Campione d'Italia 1968-69

In campionato colleziona una serie di 4 secondi posti consecutivi, e nella stagione 1960-1961 è la prima squadra a vincere il trofeo della Coppa delle Coppe: nella prima edizione, batté in una doppia finale i favoritissimi scozzesi del FC Rangers di Glasgow, con la doppia vittoria per 2-0 e 2-1. Si ripete nella stagione seguente, giungendo di nuovo in finale contro un'altra squadra di rango, l'Atletico Madrid: nella prima gara riesce ad impattare per 1-1, e nella ripetizione viene travolta per 3-0 dai madrileni.

Nel 1968-69 la Fiorentina vince il suo secondo titolo nazionale (scudetto). Dopo una partenza in sordina, la Fiorentina si inserisce fra Milan e Cagliari e, perdendo una sola partita in tutto il campionato (3-1 con il Bologna), le stacca e non si fa più riprendere conquistando lo scudetto con una giornata di anticipo andando a vincere a Torino in casa della "odiata" Juventus 2-0. Protagonisti principali di questa squadra furono Chiarugi, De Sisti, Amarildo, Esposito, Merlo, Maraschi, Ferrante, Brizi, Rizzo e Superchi, tutti sotto la guida dell'allenatore Bruno Pesaola.
 

La storia recente

Anni '80: l'era dei Pontello

Gli anni '70, se si esclude la vittoria della Coppa Italia nel 1975, sono abbastanza deludenti per la compagine viola. La Fiorentina staziona a metà classifica rischiando per ben due volte ('70-'71 e '77-'78) l'onta della B. Delle giovani speranze acquistate nella prima metà del decennio, come Moreno Roggi, Vincenzo Guerini, vittime di gravissimi infortuni, e Antognoni) solo quest'ultima si conferma ad altissimi livelli. Dal vivaio escono talenti come Desolati e soprattutto Giovanni Galli. Sono anni di presidenze oculate, Ugolini, ed oneste ma povere, come quella di Melloni, ed in campo, di dignitosi mestieranti del pallone come, Alessio Tendi, Steno Gola, Giancarlo Galdiolo e Marco Rossinelli. La squadra non riesce ad uscire dal grigiore e della mediocrità.

Campionato 1981-1982: Ad un passo dallo scudetto

Negli anni '80 subentra una nuova dirigenza, quella dei Pontello, costruttori edili a capo di una impresa multinazionale. Nel 1981 i Pontello attuano delle scelte come il cambio dell'inno e, soprattutto, del giglio, simbolo della squadra, che creeranno non poche polemiche fra i tifosi, ma a queste si contrappongono delle operazioni di mercato che portano in viola giocatori di alto livello come Graziani e Pecci dal Torino, il centrocampista tecnico Bertoni dal Siviglia, il centrocampista rivelazione dal Monza Massaro e il massiccio difensore Vierchowod in prestito dalla Sampdoria; inoltre arrivano altri giocatori come Casagrande.

Tutta la squadra girava intorno a Antognoni e cominciò un'emozionante testa a testa con la Juventus. Il 9 ottobre 1981, avvenne un grave incidente ad Antognoni: al 57' minuto della partita Fiorentina-Genoa (finita poi 3-2 per i viola) il portiere Martina, durante un'uscita, colpì con le ginocchia il viso del centrocampista viola, che rimase a terra privo di sensi. Dopo questo infortunio, che sul momento fece temere per l'incolumià del giocatore, rimarrà fuori dai campi di gioco per quattro mesi.

Successivamente, l'allora direttore sportivo Corsi decise di acquistare Luciano Miani nel mercato invernale per prendere temporaneamente il posto del capitano della formazione gigliata. Il rientro di Antognoni avvenne poi nel match casalingo vinto per 1-0 contro il Cesena, mentre in Napoli-Fiorentina (terminata 0-1) tornò al gol con un pallonetto dopo una discesa di 40 metri.

All'ultima giornata, Fiorentina e Juventus erano appaiate a 44 punti e i viola giocavano a Cagliari mentre la Vecchia Signora era di scena a Catanzaro; Graziani realizzò una rete che l'arbitro Mattei annullò per fallo di Bertoni sul portiere sardo, mentre la Juventus vinse 1-0 a Catanzaro su rigore di Brady per fallo di mano di un difensore calabrese. Successivamente a questa delusione fra i tifosi viola nacque il motto "Meglio Secondi che Ladri".

 

1990: I tifosi viola scendono in piazza

Il 1990 in Italia sarà ricordato per i Mondiali di Calcio disputati proprio nel nostro paese ma anche per la rivolta contro i Pontello riguardo la questione Baggio. La Fiorentina era intanto tornata nel grigiore dei vecchi tempi: la squadra lottava per la salvezza in campionato mentre si esaltava in Coppa UEFA, eliminando, nel seguente ordine, squadre come l'Atletico Madrid, i francesi del Sochaux e dell'Auxerre, i sovietici della Dinamo Kiev e in semifinale i tedeschi del Werder Brema.

In finale, per la prima volta nella storia della manifestazione, arrivano due squadre italiane: la Fiorentina e la Juventus. Questa sfida verrà ricordata anche per il fatto che non era mai successo che due squadre dello stesso paese arrivassero a contendersi la finale di una coppa europea. Durante il match d'andata, la Fiorentina perde per 3-1 a Torino contro la Juve, ma questa partita si concluse immediatamente in un turbine di polemiche per l'arbitraggio contestatissimo di Soriano Aladren; a seguito del fine partita, il difensore viola Celeste Pin dichiarerà ai microfoni RAI uno scandito e lapalissiano "Ladri!!!", episodio emblematico per fotografare al meglio la situazione. Queste improvvise dichiarazioni costarono alcune squalifiche importanti per la società viola che, pareggiando per 0-0 ad Avellino (in sostituzione di Firenze perché campo squalificato dopo la semifinale con il Werder Brema), consegnarono di fatto alla squadra juventina la Coppa UEFA.

Ma i fiorentini erano più allarmati del fatto che Baggio potesse andarsene e di fatto il giorno dopo la finale di Coppa UEFA, i Pontello annunciarono la sua cessione alla squadra più odiata da Firenze, la Juventus. Inoltre i Pontello dichiararono che anche se Baggio era stato ceduto, loro sarebbero rimasti a Firenze.

Il Popolo Viola scese in piazza a protestare e questo non fece altro che accelerare la trattativa di passaggio di presidenza dai Pontello ai Cecchi Gori.

Anni '90: l'era dei Cecchi Gori

Nel 1990 i Pontello, contestatissimi per aver venduto Baggio ai rivali storici della Juventus, cedono il testimone vendendo la Fiorentina al famoso produttore cinematografico Mario Cecchi Gori, che però scompare il 5 novembre 1993.

 

1992-1993: retrocessione in B dopo 54 anni

Per consentire alla Fiorentina di risollevarsi dagli ultimi anonimi campionati, Cecchi Gori decise di fare una grande campagna acquisti, portando a Firenze campioni come Stefan Effenberg e Brian Laudrup dal Bayern Monaco.

L'inizio della stagione non sembrava preludere a nulla di negativo, tutt'altro: la squadra veleggiava nella zona di alta classifica, si passava tra vittorie eclatanti (7-1 in casa contro l'Ancona) a sconfitte clamorose (3-7 in casa contro il Milan). La stagione sembrava continuare per il meglio, ma il 3 gennaio 1993 l'allenatore Radice fu inspiegabilmente e contro ogni buon senso esonerato da Vittorio Cecchi Gori (ancora vice-presidente) nel corso di un chiarimento nello spogliatoio viola.

Varie sono le opinioni sul perché dell'esonero e soprattutto sul successivo crollo del cammino viola in campionato, ma molti credono che fu proprio il cambio d'allenatore a danneggiare pesantemente la squadra. In sostituzione di Radice arrivò Aldo Agroppi, ma la squadra non lo seguiva e smise di vincere. Dopo varie partite, Agroppi fu sostituito da Luciano Chiarugi che però nulla poté per salvare la Fiorentina.

Il 6 giugno 1993, ultima giornata del campionato, Udinese e Fiorentina si contendevano un posto per rimanere in Serie A: la squadra viola giocava in casa contro un Foggia ormai salvo da tempo e l'Udinese era di scena a Roma. Purtroppo, come accadde da sempre, la Fiorentina, seppur vincendo 6-2 contro il Foggia, non riuscì a salvarsi perché l'Udinese pareggiò con la Roma, tornando in Serie B dopo 54 anni.

La morte di Mario Cecchi Gori

Il 5 novembre 1993 scompare il famoso produttore cinematografico e da tre anni presidente della società viola Mario Cecchi Gori, probabilmente per infarto. Una folla immensa partecipa alle sue esequie e tributa un lunghissimo applauso. Il testimone della presidenza gigliata passa al figlio Vittorio.

 

1993-1995

Vittorio Cecchi Gori fu affiancato dalla madre Valeria, presidente onorario. Il nuovo presidente avrebbe ingaggiato successivamente giocatori del calibro di Francesco Toldo, Manuel Rui Costa, Andrei Kanchelskis, Brian Laudrup, Stefan Effenberg, Enrico Chiesa, Edmundo, Anselmo Robbiati e soprattutto Gabriel Batistuta, autentico idolo e bandiera della squadra viola per nove anni.

Il campionato di B del 93-94, con Batistuta in attacco ed altri giovani validi, fu conquistato dalla Fiorentina che lo vinse con qualche giornata d'anticipo, riconquistandosi così dopo un anno la partecipazione al massimo campionato italiano.

Tornata in Serie A, la Fiorentina si rinforza acquistando alcuni giocatori, tra i quali spiccano Manuel Rui Costa, astro nascente del Benfica, ed il neo campione del mondo Marcio Santos: il primo instaurerà un legame speciale coi tifosi, il secondo si rivelerà una delusione e verrà ceduto dopo soltanto un anno. Ma è soprattutto l'anno di Gabriel Batistuta, che diverrà capocannoniere del torneo e infrangerà il record di reti consecutive, battendo quello stabilito precedentemente da Ezio Pascutti. La Fiorentina si piazzerà decima in campionato a fine stagione.

 

1995-1996: Il primo trofeo della gestione Cecchi Gori

Nella stagione 1995-1996 la Fiorentina si rinforza in difesa acquistando Lorenzo Amoruso e Emiliano Bigica dal Bari, lo svedese Stefan Schwarz dall'Arsenal e Michele Serena dalla Sampdoria.

La squadra si inserì da subito nei piani alti della classifica e a gennaio del 1996 sembrava che potesse lottare per lo scudetto insieme a Milan e Juventus, ma non avendo rinforzi adatti in panchina, la stagione si concluse con un ottimo 3° posto a pari merito con la Lazio di Zdenek Zeman.

Nel finale di stagione, comunque, il traguardo più desiderato da tutti i tifosi fiorentini era ritornare a vincere la Coppa Italia dopo 21 anni dall'ultima conquistata nel 1975, traguardo più abbordabile del tricolore, soprattutto dopo la travolgente cavalcata della squadra viola verso la finale che vide anche l'eliminazione netta dell'Inter con un 3-1 a Firenze e uno 0-1 caratterizzato da un delizioso gol in pallonetto di Batistuta. Durante la finale d'andata giocata a Firenze, la Fiorentina sconfisse l'Atalanta per 1-0 con un goal di Batistuta da fuori area; nel ritorno a Bergamo, la formazione viola si impose per 2-0 con reti di L. Amoruso e ancora di Batistuta. La Coppa Italia era tornata finalmente a Firenze e memorabili furono i festeggiamenti, con la squadra che di ritorno da Bergamo con la Coppa si ritrova uno stadio con oltre 40.000 persone festanti alle 3:00 del mattino.

 

1996-1998: fine del ciclo Ranieri e l'annata di Malesani

La stagione 1996-1997 inizia in maniera eccelsa, con la vittoria in Supercoppa Italiana contro il Milan per 2-1 a San Siro con doppietta di Batistuta e goal di Savicevic per il Milan. La Fiorentina fu la prima squadra non scudettata a vincere questo trofeo: la festa fu doppia perché la vittoria fu conseguita 25 agosto, il giorno prima dei 70 anni di vita della società viola. Nel ritiro viola, intanto, arrivarono Oliveira, Firicano e Pusceddu dal Cagliari.

Si tentò di ripetere la stagione precedente in campionato, ma la squadra cominciò a deludere, mentre in Coppa delle Coppe, pur soffrendo, la formazione avanzava di turno e cominciava a pregustare la finale. Nel gennaio del 1997, inoltre, Cecchi Gori svelò la famosa "ciliegina" che aveva promesso alla squadra: venne acquistato il centrocampista russo Andrei Kanchelskis che però a causa di un difficile adattamento durante la stagione in corso ed una serie di problemi fisici, deluse le attese con Ranieri.

Il cammino dei viola in Coppa s'interruppe in semifinale contro il Barcellona perché la squadra, pur pareggiando al Camp Nou per 1-1 con uno storico gol di Batistuta, perse in casa per 2-0 contro la formazione catalana e venne eliminata. Fallita anche la qualificazione per la Coppa UEFA, Cecchi Gori decise di esonerarel'allenatore Ranieri e di chiamare per la stagione successiva il giovane Alberto Malesani che ben aveva fatto in Serie B col Chievo.

Nella campagna acquisti per la stagione 1997-1998, l'arrivo più acclamato fu quello del brasiliano Edmundo, accompagnato al suo arrivo da fama di gran calciatore ma anche con un eloquente soprannome sul suo atteggiamento, ovvero O' Animal. La stagione di Malesani verrà ricordata soprattutto per il suo show durante la prima giornata di campionato: la Fiorentina era di scena a Udine e con due colpi di magia Batistuta era riuscito a far vincere la formazione viola per 3-2 contro l'Udinese. Finita la partita, l'allenatore viola corse esplodendo di gioia sotto la curva dei tifosi viola festeggiando con loro, episodio che gli attribuì il soprannome "L'Allenatore Ultrà". La Fiorentina di Malesani si dimostrò una mina vagante, perdendo con formazioni modeste e vincendo con le squadre più blasonate, ma mostrando sempre un gioco spumeggiante e divertente. L'allenatore viola fu anche molto sfortunato nel gestire l'organico, spesso minato da gravi infortuni come quello del russo Kanchelskis che aveva iniziato un campionato in gran forma ma fu subito arrestato da una serie di infortuni alla caviglia che lo tennero fuori per vari mesi. Il duo, ormai consolidatissimo, Rui Costa-Batistuta sfornò un'altra prestazione stagionale a livelli elevati, esaltata dall'estro del brasiliano Edmundo che, disponibile da gennaio, incantò presto i tifosi viola.

Purtroppo, Malesani entrò in pessimi rapporti durante la primavera con il presidente Cecchi Gori, il quale decise a fine campionato di esonerare il tecnico. Dopo un periodo di vacanza della panchina viola e varie voci sull'arrivo di Renzo Ulivieri dal Bologna o del tifoso viola Mondonico, Cecchi Gori propose la panchina della sua squadra a uno dei più grandi allenatori del momento, Giovanni Trapattoni, che accettò.

 

1998-2000: l'era Trapattoni

Nel campionato 1998-99 la Fiorentina, allenata da Giovanni Trapattoni, lotta a lungo per lo scudetto e si laurea Campione d'inverno, guidata soprattutto da un Batistuta in forma strepitosa: deve cedere il primato a febbraio, a causa di un infortunio del suo goleador, mentre Edmundo mostra la faccia negativa del suo carattere, snobbando la squadra in difficoltà per andare a divertirsi al carnevale di Rio de Janeiro. La squadra a fine stagione si piazza comunque terza, riuscendo ad accedere al terzo turno preliminare della UEFA Champions League, che, con la nuova formula inaugurata quello stesso anno, permetteva alle squadre italiane classificatesi al terzo e quarto posto di tentare di accedere alla prima fase a gironi della più importante competizione europea. In ambito europeo, la Fiorentina viene cacciata dalla Coppa UEFA per una decisione tuttoggi ritenuta iniqua e scandalosa della UEFA: vincente a Zurigo contro il Grasshoppers e in vantaggio a Salerno, fu estromessa perché dei tifosi salernitani, resisi ostili durante la partita in campionato a Firenze per degli scontri, gettarono in campo un petardo, colpendo tra l'altro l'attaccante viola Oliveira e non i giocatori svizzeri. Alla società viola, nonostante precedenti in senso contrario anche in campo internazionale, venne riconosciuta la responsabilità oggettiva, pur tra l'altro giocando in campo neutro per una squalifica del "Franchi" avvenuta 3 anni prima per degli oggetti gettati in campo.

Nella Champions League 1999-2000 i gigliati superano il turno preliminare battendo sia all'andata (3-1) che al ritorno (0-2) i polacchi del Widzew Łódź, rientrando così nel tabellone principale di questa competizione dopo ben 30 anni. Sono poi inseriti in un impegnativo girone con Arsenal, Barcellona e AIK Stoccolma. L'inizio è difficile: dopo il pareggio interno per 0-0 contro l'Arsenal, arriva la netta sconfitta per 4-2 al Camp Nou con il Barcellona, seguita da un nuovo pareggio per 0-0 in Svezia contro l'AIK. I viola riescono così a raccogliere 2 soli punti in 3 partite, rischiando così un eliminazione anticipata dalla competizione, ma la successiva vittoria interna contro l'AIK li rimette in corsa per la qualificazione. Il 27 ottobre 1999 si gioca quindi Arsenal-Fiorentina, in una partita che, scherzi del calendario e della classifica, qualificherebbe con un turno d'anticipo la squadra vincitrice del confronto a scapito dell'altra. A vincere questo delicatissimo match è proprio la squadra viola, che si impone per 0-1 con un gol di Batistuta al 75', diventando l'unica squadra italiana di club in grado di sconfiggere una inglese nel vecchio stadio di Wembley prima della sua demolizione.

Dopo un inutile ma comunque spettacolare 3-3 contro il Barcellona, i viola accedono dunque alla seconda fase a gironi, dove si ritrovano ad affrontare altre tre formazioni titolate quali il Manchester United, il Valencia ed il Bordeaux. È proprio contro i campioni uscenti del Manchester United che i gigliati hanno l'occasione di giocare la prima partita del girone, riuscendo ad imporsi per 2-0 all'Artemio Franchi grazie ai gol di Batistuta e Balbo. Nelle due successive partite, sempre in casa, la Fiorentina batte per 1-0 il Valencia con gol di Predrag Mijatović e pareggiano in Francia per 0-0 a Bordeaux, candidandosi seriamente alla qualificazione ai quarti, ma nello scontro decisivo contro il Valencia in terra spagnola escono sconfitti per 2-0, recriminando per un gol annullato a Rui Costa al 90' (sul punteggio di 1-0) per un fuorigioco fischiato sul suo calcio di punizione.

Nella giornata successiva l'avversario è nuovamente il Manchester United, che vincendo per 3-1 si assicura la qualificazione, mettendo nei guai la formazione di Trapattoni a cui potrebbe non bastare una vittoria nell'ultima partita per passare il turno. Il Valencia difatti conquista successivamente la qualificazione pareggiando in casa con gli stessi inglesi, rendendo ininfluente il punteggio della partita della Fiorentina nella gara interna contro il Bordeaux, terminata comunque col punteggio di 3-3, ed eliminandola dalla Champions League.

 

2000-2002: Coppa Italia, retrocessione, fallimento e rinascita

Negli anni successivi al 2000 la Fiorentina attraversò un biennio doloroso, illuminato solo in parte dalla conquista della sesta Coppa Italia nel 2001. Nella doppia finale i gigliati superarono il Parma (1-0 in trasferta e 1-1 al "Franchi"). In campionato si piazzarono, invece, decimi, dopo l'esonero dell'allenatore turco Fatih Terim, sostituito dal debuttante Roberto Mancini.

Nella stagione 2001-2002 la squadra viola retrocesse in Serie B dopo nove anni. A nulla valsero l'esonero di Mancini, cui subentrò Ottavio Bianchi, e i gol del giovane centravanti Adriano, che non bastò per evitare il penultimo posto finale. Durante l'annata vennero portati i libri contabili dell'AC Fiorentina in tribunale, mentre nell'estate 2001 erano stati venduti i giocatori più rappresentativi, su tutti Batistuta (tuttora con 152 reti il primatista di reti segnate in Serie A con la maglia viola), Rui Costa, Toldo. Dopo la retrocessione il 1° agosto la FIGC, al termine della riunione, escluse dal campionato di Serie B la AC Fiorentina per un passivo di 22.000.000 di euro non colmato. Il tribunale civile di Firenze decretò il fallimento della AC Fiorentina Spa, con la Ternana che veniva così ripescata in Serie B.

Grazie all'opera del sindaco Leonardo Domenici e dell'assessore allo sport Eugenio Giani, che fondarono nell'agosto del 2002 la società Fiorentina 1926 Florentia, Firenze non rimase senza calcio. Il nome della nuova società diventò poi Florentia Viola quando fu rilevata dall'imprenditore Diego Della Valle. Con questo nome, nella stagione 2002-2003, venne dunque iscritta al campionato italiano di calcio di serie C2, girone B.

La squadra, nella quale decise di continuare a giocare in segno di grande attaccamento a Firenze il capitano Angelo Di Livio, riuscì a vincere il proprio girone, grazie anche ai 30 gol del bomber Riganò, ottenendo la promozione in C1. Successivamente il proprietario Diego Della Valle, acquistando il logotipo della vecchia Fiorentina e il nome, riuscì a riportare in vita l'antica società calcistica fiorentina, anche se dovette chiamarla "ACF Fiorentina" per problemi legali dovuti a delle scissioni che Cecchi Gori ne aveva fatto del marchio. Il 19 maggio 2003 la Florentia Viola torna ad assumere la denominazione Fiorentina.

Al termine di un'estate caldissima del calcio italiano tempestata da ricorsi ai Tar, retrocessioni a tavolino, ripescaggi e inchieste varie, la ACF Fiorentina venne ammessa direttamente al campionato di serie B 2003-2004 (occasionalmente allargato a 24 squadre) per meriti sportivi, al posto del fallito Cosenza e insieme alle retrocesse Catania Calcio, Genoa CFC e Salernitana Sport.

Il ritorno in Serie A

Il campionato di serie B, intrapreso con una rosa di giocatori prevista per la C1, si svolse per la prima metà con mediocri risultati e a inizio Gennaio 2004 la società decise di esonerare Alberto Cavasin ma, con l'arrivo dell'allenatore Emiliano Mondonico la Fiorentina inanellò una serie strabiliante di risultati positivi che la portò a fine campionato al sesto posto in classifica e a guadagnare un insperato spareggio promozione con il Perugia Calcio classificatosi quartultimo in serie A. Nella prima partita giocata a Perugia la Fiorentina si impose per 1-0 con goal di Fantini e, con il pareggio per 1-1 nel ritorno a Firenze, conquistò in uno Stadio Artemio Franchi di Firenze strapieno ed impazzito di gioia la tanto agognata e meritata promozione in serie A.

Nella prima annata in serie A, nonostante un organico rafforzato nel mercato estivo dagli arrivi di Miccoli, Obodo, Jorgensen, Maresca, Ujfalusi e Lupatelli, ma con molti giocatori ancora della C2, la squadra visse momenti di grossa difficoltà. Emiliano Mondonico rimase alla guida dei viola fino alla settima giornata poi venne esonerato dopo alcune dichiarazioni non condivise dalla società e sostituito da Sergio Buso fino ad allora allenatore dei portieri viola ma, visti gli scarsi progressi della squadra, venne anch'egli esonerato ed al suo posto subentrerò l'ex portiere ed allenatore della nazionale italiana Dino Zoff. Fino alla fine del girone d'andata la squadra era in lotta per un posto in Coppa UEFA ma una serie di 4 sconfitte consecutive la fecero precipitare nell'orlo della retrocessione. Il 31 Gennaio 2005, ultimo giorno per il mercato invernale, la società fece un grande colpo di mercato, acquistando per una cifra intorno ai 15 milioni di euro il talento bulgaro Valery Bojinov dal Lecce. Intanto erano già stati acquistati per 3 milioni Marco Donadel dalla Sampdoria e per 6 milioni e mezzo l'attaccante toscano Giampaolo Pazzini dall'Atalanta. Ma questo sembrava che non bastasse perché la Fiorentina riuscisse a salvarsi... La salvezza arrivò all'ultimo minuto dell'ultima giornata, con ben 9 squadre coinvolte a 90' dalla fine nella lotta per non retrocedere. Grazie al 3-0 sul Brescia in un Artemio Franchi esaurito, e i contemporanei pareggi di Bologna e Parma (condannate allo spareggio) la squadra viola riuscì a scacciare lo spauracchio della quarta retrocessione.

 

2005-2006: il quarto posto poi revocato

Nel tentativo di non ripercorrere la traumatica stagione, nell'estate del 2005 la squadra si è notevolmente rinforzata, soprattutto sul piano societario, con gli arrivi del direttore sportivo Pantaleo Corvino e dell'allenatore Cesare Prandelli. Nonostante le cessioni di Miccoli, Chiellini, Maresca e Obodo durante il mercato estivo la rosa della Fiorentina viene arricchita da giocatori del calibro di Pancaro, Toni, Fiore, Frey, Pazienza, Montolivo, Brocchi, Di Loreto e Pasqual.

Eccezionale la prima parte di stagione: la Fiorentina veleggia nelle prime posizioni di classifica, affermandosi come squadra rivelazione del campionato e lottando per un posto nelle coppe europee. Al termine dell'anno solare la squadra si ritrova così al quarto posto, con Luca Toni capocannoniere con 16 reti all'attivo e primo giocatore della Fiorentina a segnare una tripletta in nazionale contro la Bielorussia.

Nel mercato di riparazione arrivano Kroldrup per 6 milioni e mezzo dall'Everton e Jimenez in comproprietà con la Ternana, più Lobont per 1 milione e mezzo dall'Ajax e Berti a sostituire l'infortunato Frey e lo svincolato Cejas; intanto l'operazione di ringiovanimento di Corvino continua.

Gli innesti, in particolare di Jiménez, si rivelano indovinati e grazie anche alla impressionante capacità realizzativa di Toni (31 reti), la Fiorentina resiste al prepotente ritorno della AS Roma (11 vittorie consecutive, record assoluto poi superato pochi mesi dopo dall'Inter) e conquista il quarto posto, valido per affrontare i preliminari di Champions League.

In estate, però, la Fiorentina rimane invischiata nel processo di Calciopoli, con l'accusa di illecito sportivo per i suoi vertici societari: secondo gli inquirenti, il patron Diego Della Valle, il presidente Andrea Della Valle e l'amministratore delegato Sandro Mencucci si sarebbero adoperati per ottenere l'intervento del potente Direttore Generale della Juventus, Luciano Moggi, al fine di ottenere la salvezza dei toscani ai danni del Bologna nel precedente torneo. Il processo si svolge in due gradi di giudizio: alla CAF la Fiorentina viene condannata alla retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo. La Corte Federale della FIGC, però, rivede poi le decisioni, condannando la Fiorentina a una penalizzazione di 30 punti nel campionato 2005-2006, facendole così perdere la qualificazione sia alla Champions League che alla Coppa UEFA, cui si aggiunge una partenza ad handicap (-19 punti) per la stagione 2006-2007. L'arbitrato del CONI, successivamente, riduce la penalizzazione sul campionato 2006-2007 a 15 punti, stabilendo che la responsabilità della società nell'illecito sportivo relativo alla partita Lecce-Parma (il solo ancora contestato) è solo presunta (in quanto tale illecito è stato compiuto da persone estranee alla società).

 

2006-2007: la penalizzazione e la rimonta

Durante la campagna acquisti estiva partono Brocchi, Fiore e Jiménez, ma arrivano altri giocatori importanti: Adrian Mutu su tutti, Fabio Liverani e Manuele Blasi, inoltre vengono riscattati i cartellini di Sebastien Frey e Riccardo Montolivo.

La Fiorentina inizia la propria stagione con la Coppa Italia: nel primo turno eliminatorio i viola battono 3-0 il Giarre con una doppietta di Giampaolo Pazzini e Mario Alberto Santana, nel secondo turno i viola vengono battuti 1-0 dal Genoa e vengono eliminati dalla competizione.

Il 9 settembre 2006 inizia il campionato 2006-2007, il primo senza la Juventus, e la Fiorentina perde in casa per 2-3 (0-2 nel primo tempo) contro la temutissima Inter: per la formazione nerazzurra goal di Ibrahimovic e doppietta di Cambiasso mentre i due goal viola sono segnati da Luca Toni.

Nonostante la penalizzazione ed una partenza a stento con tre sconfitte (Inter in casa, Livorno e Udinese fuori) e una sola vittoria nelle prima quattro partite del campionato 2006-2007, la Fiorentina dopo la sconfitta in casa contro il Palermo riesce poi a riprendersi ed a rilanciarsi in campionato, colmando il gap della penalizzazione ed arrivando, nel periodo pre-natalizio, a ridosso della metà della classifica.

Nel calciomercato del gennaio 2007, la Fiorentina si arricchisce con tre giovani aggregati al vivaio ed il diciannovenne centrocampista svizzero Zdravko Kuzmanović pagato 3 milioni al Basilea e giunto a Firenze dopo alcuni alterchi con il DS del Palermo Rino Foschi che lo accusò di avere corrotto il Padre. Nel mercato in uscita, invece, vengono ceduti Bogdan Lobont alla Dinamo Bucarest, Do Prado in prestito allo Spezia e Parravicini, sempre in prestito, al Parma. Il 26 febbraio 2007, inoltre, la società viola ufficializza l'acquisto dell'attaccante Arturo Lupoli dall'Arsenal per la stagione successiva.

Nel girone di ritorno la squadra viola ha proseguito la sua scalata in classifica, giungendo a conquistare, nonostante la suddetta penalizzazione di 15 punti, il quinto posto in classifica a pari punti col Palermo, seppur con peggiori risultati negli scontri diretti contro i siciliani. In tal modo si è garantita un posto in coppa Uefa, grazie alla miglior difesa in assoluto del torneo, con soltanto 31 reti subite, e il terzo miglior attacco della Serie A, con 62 reti segnate.

Cronistoria

Cronistoria dell'Associazione Calcio Fiorentina
  • 1870: Nasce il Club Sportivo Firenze
  • 1898: Nasce il Florence Football Club
  • 1902: Nasce l'Itala Football Club
  • 1908: Nasce il Firenze Football Club
  • 1910: La Palestra Ginnica Libertas istituisce una sezione calcistica
  • 16 luglio 1922: La Libertas perde lo spareggio contro l'Inter per l'ammissione in Prima Divisione. Da questo momento il calcio fiorentino sprofonda nelle leghe regionali inferiori
  • 26 agosto 1926: Fusione fra il C.S. Firenze e la P.G. Libertas che dà vita all'Associazione Calcistica Fiorentina

  • 1926-27: 6ª nel Girone C della I Divisione.
  • 1927-28: 2ª nel Girone D della I Divisione. Promossa d'ufficio in Divisione Nazionale
  • 1928-29: 16ª nel Girone B della Divisione Nazionale. Ammessa al campionato di Serie B.
  • 1929-30: 4ª in Serie B
  • 1930-31: 1ª in Serie B. Promossa in Serie A
  • 1931-32: 4ª in Serie A
  • 1932-33: 6ª in Serie A
  • 1933-34: 6ª in Serie A
  • 1934-35: 3ª in Serie A
  • 1935-36: 12ª in Serie A
  • 1936-37: 9ª in Serie A
  • 1937-38: 16ª in Serie A. Retrocessa in Serie B
  • 1938-39: 1ª in Serie B. Promossa in Serie A
  • 1939-40: 13ª in Serie A - Vince la Coppa Italia.
  • 1940-41: 4ª in Serie A
  • 1941-42: 9ª in Serie A
  • 1942-43: 7ª in Serie A
  • 1943-45:Campionati sospesi a causa della Seconda guerra mondiale.
  • 1945-46: 5ª nel Campionato misto del Centro-Sud
  • 1946-47: 17ª in Serie A
  • 1947-48: 7ª in Serie A
  • 1948-49: 10ª in Serie A
  • 1949-50: 5ª in Serie A
  • 1950-51: 5ª in Serie A
  • 1951-52: 4ª in Serie A
  • 1952-53: 7ª in Serie A
  • 1953-54: 4ª in Serie A
  • 1954-55: 5ª in Serie A
  • 1955-56: Campione d'Italia
  • 1956-57: 2ª in Serie A. Vince la Coppa Grasshoppers
  • 1957-58: 2ª in Serie A
  • 1958-59: 2ª in Serie A
  • 1959-60: 2ª in Serie A
  • 1960-61: 7ª in Serie A Vince la Coppa delle Coppe e vince la Coppa Italia
  • 1961-62: 3ª in Serie A
  • 1962-63: 6ª in Serie A
  • 1963-64: 4ª in Serie A
  • 1964-65: 5ª in Serie A
  • 1965-66: 4ª in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa Mitropa
  • 1966-67: 5ª in Serie A

Palmarès

Trofei vinti

  • 2 Campionati italiani
    • 1955/56: Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Prini.
    • 1968/69: Superchi, Rogora, Mancin, Esposito, Ferrante, Brizi, Rizzo, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo (Chiarugi).
  • 6 Coppe Italia
    • 1939/40: (Vs Genoa): Griffanti, Da Costa, Piccardi, Ellena, Bigogno, Poggi II, R. Menti, Morselli, Celoria, Baldini, Tagliasacchi.
    • 1960/61: (Vs Lazio): Albertosi, Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Marchesi, Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris.
    • 1965/66: (Vs Catanzaro): Albertosi, Pirovano, Rogora, Bertini, Ferrante, Brizi, Hamrin, Merlo, Brugnera, De Sisti, Chiarugi.
    • 1974/75: (Vs Milan): Superchi, Beatrice, Roggi, Guerini, E. Pellegrini, Della Martira, Caso, Merlo, Casarsa, Antognoni, Desolati.
    • 1995/96: (Vs Atalanta) Toldo, Carnasciali, Padalino, L. Amoruso, Serena, Schwarz, M. Orlando, Cois, Rui Costa, Baiano, Batistuta.
    • 2000/01: (Vs Parma) Toldo, Repka, Adani, Pierini, Moretti, M. Rossi, Di Livio, Vanoli, Rui Costa, Chiesa, Nuno Gomes.
  • 1 Supercoppa italiana
    • 1996: (Vs Milan) Toldo, Carnasciali, Firicano, L. Amoruso, Falcone, Piacentini, Rui Costa, Schwarz, Cois, Batistuta, Oliveira.

Finali disputate

Per approfondire, vedi la voce Finali della Fiorentina.

I Presidenti

I presidenti dell'ACF Fiorentina
I presidenti dell'ACF Fiorentina
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  • 1926-1942 Marchese Luigi Ridolfi
  • 1942-1945 Scipione Picchi
  • 1945-1946 Arrigo Paganelli
  • 1946-1947 Igino Cassi
  • 1947-1948 Ardelio Allori
  • 1948-1951 Carlo Antonini
  • 1951-1961 Enrico Befani
  • 1961-1965 Enrico Longinotti
  • 1965-1971 Nello Baglini
  • 1971-1977 Ugolino Ugolini
  • 1977-1979 Rodolfo Melloni
  • 1979-1980 Enrico Martellini
  • 1980-1986 Ranieri Pontello
  • 1986-1987 Pier Cesare Baretti
  • 1987-1990 Lorenzo Righetti
  • 1990-1993 Mario Cecchi Gori
  • 1993-2002 Vittorio Cecchi Gori
  • 2002 Ugo Poggi
  • 2002 Ottavio Bianchi
  • 2002 Leonardo Domenici
  • 2002-2004 Gino Salica
  • 2004- Andrea Della Valle
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Rosa 2007-2008

N.   Ruolo Giocatore
1 Bandiera France P Sebastien Frey
2 Bandiera Denmark D Per Krøldrup
3 Bandiera Italy D Dario Dainelli (Capitano)
4 Bandiera Italy C Marco Donadel
5 Bandiera Italy D Alessandro Gamberini
6 Bandiera Italy D Alessandro Potenza
7 Bandiera Italy C Franco Semioli
8 Bandiera Italy C Michele Pazienza
9 Bandiera Argentina A Pablo Daniel Osvaldo
10 Bandiera Romania A Adrian Mutu
11 Bandiera Italy C Fabio Liverani
12 Bandiera Italy P Cristiano Lupatelli
13 Bandiera Belgium (civil) D Anthony Vanden Borre
14 Bandiera Italy A Arturo Lupoli
15 Bandiera the Czech Republic D Ondřej Mazuch
16 Bandiera the Czech Republic C Jan Hable
17 Bandiera Italy D Federico Balzaretti
18 Bandiera Italy C Riccardo Montolivo
19 Bandiera Italy C Massimo Gobbi
20 Bandiera Denmark C Martin Jørgensen
 
No.   Ruolo Giocatore
21 Bandiera the Czech Republic D Tomáš Ujfaluši
22 Bandiera Serbia C Zdravko Kuzmanović
23 Bandiera Italy D Manuel Pasqual
24 Bandiera Argentina C Mario Alberto Santana
25 Bandiera Serbia P Vlada Avramov
27 Bandiera Italy A Samuel Di Carmine (dalla Primavera)
29 Bandiera Italy A Giampaolo Pazzini
31 Bandiera Italy P Edoardo Pazzagli (dalla Primavera)
32 Bandiera Italy A Christian Vieri
33 Bandiera Italy D Massimiliano Tagliani (dalla Primavera)
34 Bandiera France A Matthias Lepiller (dalla Primavera)
35 Bandiera Italy C Andrea Paolucci
36 Bandiera Italy D Samuele Bettoni (dalla Primavera)
37 Bandiera Italy D Dario Fedi (dalla Primavera)
38 Bandiera Italy D Luca Petri (dalla Primavera)
39 Bandiera Italy A Manuel Nocciolini (dalla Primavera)
40 Bandiera Italy C Danilo D'Ambrosio (dalla Primavera)
41 Bandiera Italy C Marco Augusto Romizi (dalla Primavera)
42 Bandiera Italy A Lorenzo Morelli (dalla Primavera)
  Bandiera Brazil D Alex (dalla Primavera)
  Bandiera Italy All. Claudio Cesare Prandelli

Stagioni passate

Rose e stagioni dell'ACF Fiorentina
1926/27 - 1927/28 - 1928/29 - 1929/30 - 1930/31 - 1931/32 - 1932/33 - 1933/34 - 1934/35 - 1935/36 - 1936/37 - 1937/38 - 1938/39 - 1939/40 - 1940/41 - 1941/42 - 1942/43 - 1943/44 - 1944/45 - 1945/46 - 1946/47 - 1947/48 - 1948/49 - 1949/50 - 1950/51 - 1951/52 - 1952/53 - 1953/54 - 1954/55 - 1955/56 - 1956/57 - 1957/58 - 1958/59 - 1959/60 - 1960/61 - 1961/62 - 1962/63 - 1963/64 - 1964/65 - 1965/66 - 1966/67 - 1967/68 - 1968/69 - 1969/70 - 1970/71 - 1971/72 - 1972/73 - 1973/74 - 1974/75 - 1975/76 - 1976/77 - 1977/78 - 1978/79 - 1979/80 - 1980/81 - 1981/82 - 1982/83 - 1983/84 - 1984/85 - 1985/86 - 1986/87 - 1987/88 - 1988/89 - 1989/90 - 1990/91 - 1991/92 - 1992/93 - 1993/94 - 1994/95 - 1995/96 - 1996/97 - 1997/98 - 1998/99 - 1999/00 - 2000/01 - 2001/02 - 2002/03 - 2003/04 - 2004/05 - 2005/06 - 2006/07 - 2007/08

Giocatori Celebri della Storia Gigliata

Per approfondire, vedi la voce Giocatori famosi della Fiorentina.

I campioni del mondo

Colori sociali, simboli e tifo

Divise

Amarildo con una classica tenuta viola anni 60
Amarildo con una classica tenuta viola anni 60

La Fiorentina è la squadra in tenuta viola per antonomasia, data la particolarità della tonalità e lo scarso uso che se ne faceva nel mondo del calcio fino all'esplosione del mercato del merchandising: poche altre formazioni usano il viola, e se si esclude l'Austria Vienna e l' Royal Sporting Club Anderlecht, sono tutte sconosciute al grande pubblico.

Se il colore viola viene spesso erroneamente associato anche alla città di Firenze, che invece ha come colori il bianco e rosso, pochi sanno che agli esordi la compagine fiorentina indossava proprio le tonalità della città. La prima divisa di gioco era metà bianca e metà rossa con sul petto lo scudo cittadino, e questa scelta durò qualche anno, finché delle maglie a strisce bianco-rosse subirono un lavaggio sbagliato nel fiume, almeno a quanto si dice ormai per tradizione. Il colore viola piacque subito al pubblico, e non venne mai più cambiato.

Durante gli anni la tenuta non fu sempre uguale, in quanto passò spesso da monocromatica ad alternata con pantaloncini bianchi o neri. I bordini e le rifiniture, quando presenti, di solito erano bianche. Con l'esplosione del merchandising, si sono aggiunti a volte bordini rossi o anche bizzarri disegni gialli.

Come seconda maglia la Fiorentina ha sempre avuto una divisa bianca, a seconda delle annate più o meno decorata con inserti o bordi viola. La terza maglia, introdotta soltanto a partire dal 1996 solitamente, quando viene prodotta, è rossa, ma ci sono state annate in cui era gialla ed una stagione in cui era di un grigio argentato.

Sponsor nella storia della Fiorentina

Pietro Vierchowod in maglia viola con evidente il simbolo adottato dai Pontello sul petto
Pietro Vierchowod in maglia viola con evidente il simbolo adottato dai Pontello sul petto
campionato
Anni Sponsor
1967-1981 nessuno
1981-1983 j.d. farrow's
1983-1986 Opel
1986-1989 Crodino
1989-1991 La Nazione
1991-1992 Giocheria
1992-1994 7Up
1994-1997 Sammontana
1997-1999 Nintendo
1999-2002 Toyota
2002-2005 Fondiaria SAI
2005-oggi Toyota

Stemma

Il giglio di Firenze usato dalla Florentia Viola
Il giglio di Firenze usato dalla Florentia Viola

Il simbolo della Fiorentina è da sempre il Giglio di Firenze, il principale segno distintivo della città. Se nei primi tempi si usava direttamente lo stemma comunale, col tempo ha subìto varie modifiche, passando dal tradizionale scudo ad un campo bianco romboidale.

Fu la dirigenza Pontello a cambiare in maniera netta il simbolo negli anni 80, stilizzando il giglio dentro un cerchio bianco bordato di viola insieme ad una sorta di F, iniziale della squadra. I tifosi rumoreggiarono parecchio per il cambio, anche perché il nuovo giglio sembrava più un'alabarda che non il simbolo storico.

L'attuale ed ultimo stemma societario, che sostituisce proprio quello dei Pontello, fu adottato dalla dirigenza di Cecchi Gori, inserendo un giglio stilizzato fiorentino all'interno di un rombo inserito in un triangolo viola contenente le iniziali della società, ACF. Questo stemma non fu utilizzato soltanto nella stagione in cui la neonata società giocò la Serie C2 sotto il nome di Florentia Viola, dove fu sostituito per problemi legali dal semplice giglio tradizionale senza contorni.

L'attuale logotipo è il marchio del calcio italiano più valutato economicamente, avendolo pagato Diego Della Valle circa 2,5 milioni di euro.
 

 

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