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Turismo

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Per informazioni: Comune di Pallare Tel.019 590001
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P A L L A R E - SCHEDA bY MrSte2002

Superficie Kmq. 21,29 Alt. mt. 404 (chiesa capoluogo) Abitanti (2002) – 944 Pallaresi

Frazioni Biestro m 626 s.l.m. (chiesa Parr/le)

 Aggiornato 4/2002

PROVINCIA

SAVONA

Comune

PALLARE -alt. 404 s.l.m. chiesa

Telefono

019.590.250  Fax 019.590.000

C.a.p.

17043

Frazioni

BIESTRO alt. m. 620 slm chiesa

Comunità Montana : Alta Val Bormida di MILLESIMO- Vallata del Bormida di Spigno ramo di Pallare

Boschi

Castagneti- abetaie

Montagne - rilievi

Ronco di Maglio –la Palina (1061 mt)

Altitudini

Da m 394 a m. 1061 (cima la Palina)

Pallare –Centro

m. 404 –chiesa San Marco

Biestro –centro

m. 626 –Chiesa S.ta Margherita

IMPIANTI SPORTIVI

Loc. Impianti Sportivi –Capoluogo

Campo da Calcio regolam. (la squadra- SS Pallare 67- milita in 1° categ)

Palazzetto dello Sport ( con all’interno) : Campo da calcio Fondo in erba sintetica allenam. Hochey- manifestazioni varie – per prenotaz. 03389843815

Campo da tennis – fondo in cemento

Area giochi per bambini

GASTRONOMIA

Locali pubblici

Ristorante la Trota D’Oro di Zunino Germano (impianto pesca facilitata trota ) – Piazza San Marco 9 019.590.051

Trattoria da Franca – fraz Biestro P:za S. Margherita 8 – 019.590.0065

Ristorante Pizzeria Lady Blue - spec. Pizze –pesci – via Contei 14 019.590169-590.367

Altro

Il Lisotto- prodotto tipico offerto alle manifestazioni Pro loco – trattasi di piadina cotta alla piastra e servita con salse a base di aglio, gorgonzola e altre nuove varianti per palati meno forti (nutella, marmellata ecc

CULTURA

Biblioteche

Punto di prestito bibliotecario del sistema Alta val Bormida di Millesimo – c/o scuole elementari di via Mario Colombo orari Martedì Mattina 11-12 – Giovedì pom 15-17

Musei

Sala Museale tematica Napoleonica- reperti stampe- atti e soldatini - (c/o edif. Scuole elementari i via M. Colombo – aperta al pubblico durante orari scuola e/o a richiesta contattando c/o Comune sig. Mallarini Stefano 019.590.250

Edifici ecclesiastici

Chiesa parroc. di San Marco (risale primi del '500 -ampliata nel 1698 fu danneggiata dall'alluvione del 1798 e poi ricostruita tra il 1809-1816 in stile tardo barocco sulla precedente modificandone l'orientamento )- statua San Marco di A. Brilla -statua Vergine

Affresco del Vinai -1870 dietro l'altare

Chiesa parroc. Santa Margherita –fraz Biestro (edificata (nuova) nel 1663 da Pompeo del Carretto ) interni ricchi di opere e pregevoli stucchi -statue di Antonio Brilla.

Oratorio dell’Annunziata (1300) -antica parrocchiale di Biestro fino al 1663 sorge accanto al cimitero oggi in completo stato di abbandono – opere interne Quadro Annunciazione e gruppo ligneo del Brilla ora nella parrocchiale S. Margherita

Chiesette campestri:

San Rocco (ex S Sebastiano – via Contei -loc. San Rocco ( distrutta da un'alluvione fu edificata nel 1631 dopo la pestilenza )

Cappella Ns.Prò du Stal –(Prato dello Stallo -1937 ) nel verde lungo Rio Bò – con area pic-nic -edificata su antico pilone votivo dove la Vergine apparve ad un pastore locale

Cappella Mater Misericordia –via Damonte -fine ‘800 – in privata - oggi in fase di completo restauro e recupero

Fraz. Biestro:

Chiesa S.Pietro e Paolo (XV sec) loc. Costabella aperta solo per festività S.Pietro e 15.8

Cappella de’ Tomaloni o Castiglia ex de Borgna – privata in loc Castiglia

ABBAZIA Santa Maria (S. Lazzaro e tutti i Santi) di FORNELLI (amministrativamente sotto Mallare ma nella vallata Pallare ) edificata da Enrico il Guercio nel 1179 affidata ai frati agostiniani - fu il primo centro devozionale dei pallaresi fino al 1500 – oggi privata Marchesi raggi de Marini - in loc. Fornelli -belle volte ad arco acuto interne e affreschi quattrocenteschi ai lati degli altari

Palazzi

Cà di Gamba – fraz Biestro – via Roma imponente struttura architettonica, dagli stupendi archi, anche interni -portale- scalone e caminetto con stemma della famiglia Gamba e pozzo interno – oggi adibita a private abitazioni –

ITINERARI

Vedi principali percorsi indicati sulla guida turistica di Pallare reperibile presso i negozi a £. 15.000)

Storico -Culturali

Sulle dorsali da vedere "le pietre di Napoleone " (Biestro loc. Bricco) scoglio Marenco(Bric ZeneiI massi con le antichissime incisioni rupestri (fraz Biestro -bric. Della Costa – bric Gazzaro)Le meridiane visibili su vecchi casolari -retani Bò (c.na Chiappa**– Strelle* ) –retano Rondonne (c.na Baiardo***) Rio Tecci (c.na Picchetto – facciata lungo via Roma (biestro) e resti facciata palazzo cà di Gamba (biestro) ***= più belle e ancora dipinte

Naturalistici

A piedi e mountain bike lungo le varie vallate-alta via Monti Liguri-

SERVIZI

Ambulatori medici

Tutti c/o palazzo Com/le –Piazza San Marco, 22- centralino Tel. 019.590.250

Dr. Ferraro Alessandro Lun.-9.45-11.15 Martedì e Giovedì 16,30-18,00 – Ven 9.45-11.15

Dr. Borro Mauro - Lun 15,30-16,30 –Mercoledì 14,00 -15,30 –Venerdì 11.15-12.15

Farmacia San Rocco –d.ssa Basso Anna Rosa

P.za San Marco 45- tel . 019.590.384

Carabinieri

Loc. Carcare -tel. 019.51.80.14 - 019.5040047 Cairo –V.U c/o Comune 590.250

Ambulanze

Loc. Carcare Croce Bianca tel. 51.12.30 - 118

MANIFESTAZIONI

Festività

25 APRILE – Festa patronale – Mercatino delle pulci al coperto nel palazzetto – Gara naz.le pesca alla trota

16 AGOSTO – festeggiamenti di San ROCCO -pro loco - stands gastronomia

21 luglio festa patr. S. Margherita Biestro -luglio -San Pietro in Costabella

In fase apertura Agriturismo - loc. Culazzi- Biestro

E fine anno riapertura Ristorante del Gallo -Biestro

Comune di P A L L A R E

Provincia di Savona

Comunità Montana Alta Val Bormida di Millesimo

 

Superficie : Kmq. 21,29 Codice avviamento Postale 17043

abitanti (pallaresi) nr. 943 al 31.12.2000 – (453 Aal 30/4/01) nr. 456 famiglie

Altitudine m .404 sl.m. capoluogo- m. 626 Biestro max . 1061-cima la Palina Ronco di Maglio

 

(da Guida Turistica)

 

Nell’entroterra della Provincia di Savona, il centro abitato del Comune montano di Pallare, si sviluppa nella vallata attraversata dal ramo principale del fiume Bormida di Spigno, circondato da dorsali verdi e boscose, che invitano ad amene escursioni a piedi, a cavallo o in mountain –bike, ed offrono il ristoro di fresche e salutari acque sorgive.

L’attuale territorio Comunale Pallarese deriva dalla fusione dal 1929, con quello del’ex Comune di Biestro, diventatone oggi la principale frazione e metà turistica molto apprezzata dai villeggianti stagionali, che nei periodi delle ferie e in quello estivo, ne fanno quasi triplicare la popolazione, apprezzandone la quiete, l’aria pura, e la buona cucina.

Al turista, Biestro offre belle panoramiche sulle vallate vicine, un piccolo e pescoso laghetto, tanti itinerari naturalistici, ed alcuni interessanti monumenti storici e architettonici quali Cà di Gamba, la Chiesa parrocchiale di Santa Margherita, e il trecentesco Oratorio della Annunziata .

Agli appassionati dello Sport, Pallare offre, nella zona degli impianti sportivi, una stupenda area attrezzata, dove trovano sede, il campo da calcio con relativi spogliatoi, un campo da tennis, un ampio parcheggio, e un moderno Palazzetto dello Sport, utilizzato sia per le manifestazioni sportive, sia per quelle tradizionali, cioè in occasione delle feste e sagre paesane, quali il 25 aprile, festa patronale di San Marco, quando ospita i banchi del Mercatino dell’antiquariato, e le macchine e i moto d’epoca dell’annuale raduno, garantendone lo svolgimento, anche in caso di maltempo.

Ottima è la viabilità interna, infatti, oltre alla Strada. Provinciale n. 15, Carcare-Bormida-Colle del Melogno, che rappresenta l’arteria principale, molte altre strade comunali e stradine minori, permettono di raggiungere tutti i paesi confinanti, (Bormida-Osiglia-Plodio Mallare) con stupendi percorsi, in alcuni casi sterrati, immersi nel verde dei boschi.

La popolazione è di circa 950 abitanti, di cui 150 residenti nella frazione Biestro, e trova occupazione per la maggior parte, nelle piccole e grandi industrie dei grossi centri urbani della bassa vallata, nella zona industriale di Pallare si trovano infatti solo diverse piccole e medie imprese artigiane, segherie e officine meccaniche che garantiscono l’occupazione ad un centinaio di addetti senza inquinare l’ambiente circostante.

Il centro del paese raggruppa una serie di servizi molto utili e comodi, dalle poste, ufficio medico, e scuola Materna che trovano sede nel bel palazzo Comunale, alla, farmacia e a diversi esercizi commerciali dove ci si può rifornire di ogni tipo di merce senza dover scendere a Carcare.

Nei locali delle scuole elementari trova sede anche il punto di prestito bibliotecario gestito dalla Comunità Montana Alta Val Bormida di Millesimo, e la sala museale dove sono esposti interessanti reperti Napoleonici, dei periodi Bellici e della civiltà contadina, legati alla storia del paese.

Della storia Pallarese troviamo testimonianze negli antichi archivi delle due parrocchiali, e altre più antiche passeggiando nel verde tra i boschi, lasciate incise sulla pietra dall’uomo in periodi diversi, molte sono infatti le incisioni rupestri risalenti ai periodi preistorici presenti sulle costiere di Biestro e poi ci sono grossi massi diventati famosi perchè legati a racconti popolari , come le pietre di Napoleone in loc. Bricco o lo scoglio del Marenco.

Per gli amanti dell’architettura merita uno sguardo, la maestosità della struttura di Cà di Gamba, con i suoi possenti e artistici archi, i portali, gli scaloni interni e anche i resti della meridiana sulla facciata e le strutture dei tanti borghi rurali coi loro porticati, le piazzette, gli antichi abbeveratoi, da quello di Monmartino rimasto in gran parte inalterato e oggi bisognoso di restauri a quelli dei Mallarini , dei Malagatti, o dei Cabitti.

Tanti sono gli itinerari che si possono percorrere, immersi nel verde, risalendo i vari rii o retani, alla ricerca delle tante e salutari fontane alle quali dissetarsi, oppure dei resti delle meridiane presenti sulle facciate di molti cascinali, alcune come quelle sui cascinali di Baiardo e delle Chiappe, molto ben conservate, e per gli amanti dei pic-nic, l’area ideale, metà preferita domenicale anche di molti pallaresi è quella del Prato dello Stallo, sorta accanto alla cappella campestre da poco ristrutturata e abbellita.

 

Da Visitare –Chiese-meridiane

Per gli amanti dell’architettura a Biestro merita una visita per la ricchezza degli interni e delle opere che conserva, la chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Biestro edificata nel 1663 da Pompeo del Carretto, e anche la maestosità della struttura di Cà di Gamba, (con i suoi possenti e artistici archi, i portali, gli scaloni interni e anche i resti della meridiana sulla facciata,) per non dimenticare poi i piccoli borghi rurali coi loro porticati, le piazzette interne, gli antichi pozzi e abbeveratoi in pietra, fra i quali segnaliamo quello di Monmartino rimasto in gran parte inalterato e oggi bisognoso di restauri, e quelli dei Mallarini , dei Malagatti , e dei Cabitti.

Tanti sono anche gli itinerari che si possono percorrere, immersi nella quiete e nel verde, risalendo i vari rii o retani, alla ricerca di salutari fontane alle quali dissetarsi (alcune famose come quella della Regina raggiungibile in auto lungo la strada che da Valleggino porta a loc. 3 abeti, e comode ) oppure dei resti delle meridiane, gli antichi orologi solari presenti sulle facciate di molti cascinali, alcune come quelle sui cascinali di Baiardo(del 1881- posta in cima al retano delle Rondonne) e delle Chiappe (a fianco strada che porta a Montefreddo nella vallata del rio Bò), belle e molto ben conservate, mentre di altre restano solo una parte, (C.na Picchetto o della Montà, case via Roma).

Per i pic-nic, l’area ideale, metà preferita domenicale anche di molti pallaresi, è quella del Prato dello Stallo, sorta accanto alla bella cappella campestre da poco restaurata, mentre per gli storici sempre passeggiando tra i boschi, magari alla ricerca dei prelibati funghi porcini, trovare strani segni incisi sulla pietra dall’uomo preistorico sono le incisioni rupestri presenti sulle costiere di Biestro(bric della Costa- bric Gazzaro).

Altri massi sono diventati famosi perchè legati a fantasiosi racconti popolari, fra questi le pietre di Napoleone in loc. Bricco, 5 grossi massi intagliati chi dice da utilizzare quale base per un ponte a Carcare, chi per un monumento da erigersi a Napoleone, o ancora quali basamenti per una postazione militare, e ancora lo scoglio del Marenco sul bric Zenei, che si vuole nasconda nelle sue vicinanze tesori nascosti, invano cercati .

A Fornelli fra le vaste proprietà dei marchesi Raggi de Marini, troviamo circondata da verdi prati e antichi caseggiati adibiti nel tempo a ospedali, stalle, abitazioni, scuole e segherie, l’antica Abbazia (1179) amministrativamente in Comune di Mallare ma da sempre legata alla storia Pallarese, che conserva al suo interno una serie di affreschi quattrocenteschi e un’architettura della volta in stile gotico-romanico, davvero particolare che però rimane chiusa al pubblico e può solo essere ammirata dalla vicina strada.

La sala Museale Napoleonica sorta nel 1996, presso le scuole Elementari di via Mario Colombo, offre un’interessante rassegna di atti, reperti trovati sul campo di battaglia, soldatini ecc del periodo, oltre a documenti e reperti sulla storia locale e sui due conflitti bellici.

FESTE e TRADIZIONI

La Pro loco ha voluto valorizzare alcune di queste tradizioni, fondendo l’antica processione che i Particolari o Battuti (Capi famiglia della confraternita di San Bernardo ) effettuavano girando intorno alla chiesa ogni Giovedì Santo, con la consuetudine rimasta viva ancora oggi, che vede gruppi di cantori spostarsi nel periodo della quaresima lungo le vie dei paesi per intonare il canto della Passione(importato ai primi del novecento dal sassellese) e la canzone delle uova raccogliendo offerte in denaro e uova che vengono poi devolute in beneficenza.

Giunta alla terza edizione, la rappresentazione del canto e della passione del Signore, viene oggi svolta la sera del mercoledì Santo, e molti turisti arrivano a Pallare per ammirare la suggestiva processione degli incappucciati che partendo da loc. Damonte, si snoda lungo le vie del paese alla luce delle torce, al suono del tamburo, fermandosi ad ogni stazione, dove il gruppo dei cantori intona una strofa del Canto della Passione e quindi dietro un telone illuminato avviene la rappresentazione della scena del martirio corrispondente.

Si riparte quindi per la stazione successiva fino ad arrivare alla cappella di San Rocco, dove dopo la solenne benedizione del parroco, la processione si scioglie. (non effettuata anno 2001)

 

IL "LISOTTO"

Fra i prodotti tipici della cucina povera delle nostre zone, a Pallare troviamo "il Lisotto," ovvero una piadina cotta alla piastra e servita calda, unta di uno strato di salsa a base di prezzemolo e aglio tritati.

Questa è la versione più tipica, quella per i veterani, amanti dei sapori forti, ed incuranti delle conseguenze sull’alito, ma la Pro loco ne ha "inventato", e proposto con grande successo, altre versioni più addolcite, ma altrettanto appetibili con salse a base di gorgonzola, lardo, pesto, nutella, insomma ad ognuno il suo Lisotto.

Molti sono infatti i golosi che rispondendo all’irresistibile richiamo della gola, accorrono alle sagre della Pro loco, solo per potersene fare una scorpacciata e, ai quali, certamente vi accoderete dopo il primo assaggio.

 

Stefano Mallarini

LA STORIA -  (ridotta)

Le vallate pallaresi furono abitate fin dall’antichità come testimoniato la presenza di antiche incisioni rupestri sulle dorsali di Biestro e il ritrovamento di vari utensili, anche se tracce documentate dei primi insediamenti risalgono a dopo l’anno mille.

Il significato del nome Pallare è legato quello medioevale di un albero, denominato Pallera, un tipo di Quercia (o di Rovere) oggi forse non estinto ma non più identificabile, il toponimo in antico era inteso al femminile e al plurale, "le pallere" forse perchè fino al 1798, esistevano due distinte Comunità, Pallare Superiore che occupava la parte alta della vallata, e Pallare inferiore che era rimase fino al 1798 quartiere di Carcare. )

Lo sviluppo di Pallare è collegato alla storia dell’Abbazia di Fornelli, fondata col suo lazzaretto nel 1179 da Enrico il Guercio e che fino alla metà del 1500 rappresentò l’unico centro devozionale della vallata.

Nel 1206 venne donato all’Abbazia un altro mulino sito in terra di Carcare, che dal successivo atto di permuta con una cascina detta di Lanaville in Millesimo, avvenuto nel 1553, ricaviamo si trovasse da Chà de Marenco (a ridosso del bric Tortagneto nella vallata di Pallare dove oggi sorge la borgata dei Mallarini ) e che fu uno dei primi nuclei abitati nella vallata Pallarese.

Le terre di Pallare e Biestro erano anticamente unite in un'unica giurisdizione, feudo dei Del Carretto e soggette al forte potere economico gli abati delle varie Abbazie,( dapprima di Ferrania e poi di Fornelli,) nel 1386 vennero divise, Pallare toccò ai figli del fu Aleramo, mentre Biestro rimase a far parte dei possessi del Monferrato quale "villa o quartiere " di Cosseria.

Nel 1519 Pallare passò a far parte del Marchesato di Finale e fu poi ceduto nel 1713 a Genova, mentre Biestro rimase parte del feudo di Millesimo dominio del Monferrato.

Ai primi dei ‘500 i Pallaresi si emanciparono dalla Chiesa madre di Fornelli edificando la Parrocchiale nel 1539 scesero a Finale a far approvare gli Statuti di Pallare Superiore.che divenne così comunità autonoma.

 

Pallare Superiore occupava la parte superiore della vallata e si estendeva dalla borgata che sorta al centro della valle, denominata già Case (e oggi piazza) dei Berlingeri (perché dimora nel 1400/500 di famiglie Berlingeri ) verso Bormida comprendendo la borgata sorta attorno alla parrocchiale e le case dell’odierna loc. Damonte (allora de Ferrari, de Castellani e dei Gatti dai nomi delle famiglie ) fino alle case dei Triberti (dalla famiglia Truberto o Triberto fino ametà ‘800) mentre Pallare Inferiore che comprendeva le due borgate al di là del Bormida (l’antico stal de Marenchi poi de Mallarini, ) dei Mallarini , dei Malagatti (o Maragatti toponimo assunto solo nella seconda metà del 1700,) la parte inferiore della borgata di Piazza Berlingeri e quelle più a valle, a monte dell’antica chiesetta di San Sebastiano e San Rocco dette dei Conteri e dei Revelli (dalle famiglie Contero e Revello ) oggi Contei.

Pallare inferiore pur contribuendo alle spese per la parrocchiale, era amministrativamente un quartiere di Carcare e solo nel 1798 fu definitivamente aggregato a Pallare Superiore formando un’unica Comunità., Il riconoscimento dell’unione di Pallare Superiore col quartiere di Pallare inferiore fu a lungo osteggiata dai padri del collegio delle scuole Pie che reclamavano il pagamento delle decime dagli abitanti di Pallare Inferiore.

Nel 1663 a Biestro venne terminata la costruzione della nuova chiesa, (attuale) di Santa Margherita ad opera di Pompeo del Carretto, ed essendo in ritardo i lavori, venne richiesta e ottenuta la dispensa al Vescovo, di spostare la festività della Santa dal 5 al 20 Luglio per la solenne inaugurazione.

Nella seconda metà dell’ottocento anche da Pallare e Biestro iniziò un forte flusso migratorio verso le Americhe in cerca di fortuna e dai biestresi residenti in america arrivò a metà ‘800, la cospiqua somma di ben 500 lire destinata all’acquisto della nuova statua di Santa Margherita commissionata al Savonese Antonio Brilla.

Rimane il ricordo dell’alluvione del 1900 che si trascinò via il ponte sul Viazza, ricostruito nel 1904, e anche due caseggiati (i casazzi) in piazza Berlingeri e di altre meno gravi nel 1933, nel 1937, nel 1951 che hanno danneggiato più o meno gravemente il fondovalle prima di quelle più recenti del 1994 e 1999.

Molto pesante fu per le nostre piccole comunità il tributo di sangue versato nel primo conflitto mondiale e poi nel secondo con 27 caduti sui vari fronti, 17 dei quali solo nella campagna in Russia.

Il 31.5.1928 cessò ufficialmente di esistere il comune di Biestro che dal 1929 venne annesso a quello di Pallare.

Nel 1985 venne inaugurata la pista di pattinaggio, sulla quale successivamente fu edificato un moderno palazzetto dello sport per coprirla, dotando così Pallare di una struttura polivalente utilizzabile per tuttele manifestazioni.

Nel 2000 essendo cessata l’attività della soc. di pattinaggio artistico mentre all’esterno la struttura si stà dotando dei nuovi spogliatoi, la pista di pattinaggio è stata ricoperta con un manto di erba sintetica ed ora il palazzetto viene utilizzata per gioco del calcio al coperto, oltre che per il Mercatino dell’antiquariato (il 25/4) e per le manifestazioni estive.

Nel 1996 è stata inaugurata la sala museale napoleonica, che contiene un’interessante raccolta di reperti e testimonianze di questo periodo storico e altre legate alla Resistenza e alla storia locale .

La sala in occasione di ogni 25 aprile, festa patronale ospita una diversa mostra,

(1996 Napoleone in Valbormida reperti (bottini monete fregi, parti di arma ritrovati sui campi di battaglia valbormidesi, soldatini, stemmi piatti, stampe, bibliografia,

(1997) La Resistenza e la lotta di Liberazione in Valbormida, medaglie fotografie, berretti, bibliografia, completa relativa alla Provincia di Savona

(97) la storia attraverso le medaglie e i distintivi- dalle coccarde ottocentesche delle soc di mutuo soccorso, alle spille delle corporazioni periodo fascista fino ai partiti politici movimenti e associazioni sportive del dopoguerra, 350 medaglie e oltre 500 distintivi a spilla .

(1998) Apparecchi radio d‘epoca 66 rari pezzi collez priv – radio comunale periodo fascista

(98) Le Etichette dei Vini – 850 pezzi by Vinitaly, e quelle dei vini Pallaresi ccp e trota d’oro .

(1999) Mostra del Legno, l’arte dell’incastro di "Martin"-riproduzioni in legno di oggetti, portali di chiese, incastri e catene, oggetti di uso contadino ecc, tutte ricavate da un unico pezzo di legno.

(99) I Vetri artistici e di uso comune – da Altare alle cucine dei nostri nonni lumi, acchiappamosche e oggetti ormai dimenticati-

(2000) I Giocattoli d’epoca –43 interessanti e stupendi giochi d’altri tempi, bambole, automezzi, giochi.

(2001) I due conflitti bellici e la guerra di Liberazione – foto e reperti dei soldati Pallaresi caduti sui vari fronti e documenti dai campi di concentramento- ritirata di Russia -uniformi elmetti -bibliografia –materiale raccolto per la pubblicazione del volume "Pallare ai suoi Caduti" presentato il 25.4-

(2002) La storia del Corpo degli Alpini – uniformi, copricapi dal 1870 ad oggi, reperti medaglie e distintivi, ricostruzione dell’ambiente della tenda alpina del primo conflitto mondiale, vestiario, armamento individuale in dotazione (Maschere antigas, mantelline, piccozze, cartine, gavette e fiasco, ecc )

2002 ) la storia del cinema di Pallare (1949-1975) le macchine da proiezione dalla gigantesca 35 mm alle 8 mm., locandine dei film anni ’50, documenti e reperti.

(Sono disponibili foto delle varie esposizioni,( S. Mallarini ) parte dei materiali sono visibili nella sala museale tel 019.590.315 scuole el.)

 

 

LA STORIA PALLARESE (ALLUNGATA quanto basta)

 Le incisioni rupestri ritrovate sulle dorsali in loc. Biestro, e i ritrovamenti di utensili (ascie e manufatti in selce) databili al Neolitico, ci confermano che le vallate di Pallare furono già abitate o interessate da commerci in epoche assai remote, anche se, il primo grosso nucleo abitato della vallata fu probabilmente quello, sorto dopo il 1179, intorno all'Abbazia di Santa Maria di Fornelli, e al suo lazzareto che per oltre tre secoli rappresenterà l’unico centro devozionale per i Pallaresi, mentre sulle costiere di Biestro, diversi nuclei abitati, si svilupparono già in precedenza, essendo in allora le vie di costiera quelle più praticate.

Di Biestro si trovano le prime tracce in documenti del 1111, nell'atto di assegnazione della Chiesa e delle sue terre alla canonica di San Pietro di Ferrania fatto da Bonifacio del Vasto, mentre le tracce documentate di Pallare, sono più tarde e risalgono ad un atto di affitto di terre in "Palero" nel 1325, e poi nell’atto di infeudazione del 1393 dove troviamo "certa iurisdicio poderi et hominum que vocatur Paler" dove abitano 15 uomini, anche se forse il numero è riferito ai soli uomini abili alle armi.

Il mulino donato nel 1206 da Enrico II all’Abbazia di Fornelli si trovava nello Stallo dei Marenchi, ovvero nella zona fra le odierne borgate Mallarini e Malagatti, a ridosso della Bormida, ed è quindi ipotizzabile l’esistenza di un primo nucleo abitato nelle sue vicinanze già da tale data.

Le terre di Pallare e Biestro, allora unite in un'unica giurisdizione, feudo dei Del Carretto e soggette al forte potere economico gli abati delle varie Abbazie, Ferrania prima, Fornelli poi, vennero dal 1386, divise, Pallare toccò ai figli del fu Aleramo, mentre Biestro rimase a far parte dei possessi del Monferrato, quale "villa o quartiere " di Cosseria.

Nel 1519 le terre di Pallare con Bormida e Carcare entrarono a far parte del Marchesato di Finale, mentre quelle di Biestro restarono a far parte del feudo di Millesimo, dominio del Monferrato.

Agli inizi del 1500, i Pallaresi edificarono la loro Chiesa, affrancandosi progressivamente dalla chiesa-madre di S. Maria Fornelli e il 17 aprile 1539 i giuratori di Pallare Superiore, scesero a Finale a far approvare gli Statuti della Comunità.

Nel Alla fine del '500 gli spagnoli acquistarono le terre del Marchesato, dopo anni di guerre che portarono nel 1599 anche una grave epidemia di peste che spopolò la vallata, epidemia ripetutasi drammaticamente nel 1630, a ricordo della quale nel 1631, i 35 Capi famiglia dei due quartieri di Pallare, riuniti per ricostruire la cappella di San Sebastiano, distrutta dai un'alluvione, decisero di titolarla anche a San Rocco, santo molto invocato e potente contro il terribile morbo.

Già a metà ‘500 troviamo traccia della presenza di una segheria nel retano dei tecci e di altre due della famiglia Mallarini ai piedi del bric Tortagneto" che ai primi del ‘600, divergono sull'uso dell'acqua della comune bialera, e anche di una loro fornace nel retano di Bò nella quale i fratelli Vignolo, con Guglielmo e Lelio Mallarini nel 1621 produrranno i mattoni e i coppi utilizzati nella costruzione del Convento delle Scuole Pie di Carcare.

Nel centro del paese un'altra bialera forniva acqua al Molino dei Cheiraschi, mentre nella vallata della Viazza, sotto i confini di Biestro, funzionava un'altro Molino e un martinetto, e accanto a Santa Maria di Fornelli erano attivi una ferriera con martinetto, una serra(segheria) ed un molino.

A Biestro, nel 1663, Don Pompeo del Carretto terminò la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale, e, per poterla inaugurare in onore di Santa Margherita, essendo in ritardo i lavori, venne richiesta e ottenuta la dispensa al Vescovo, di spostare la festività della Santa dal 5 al 20 Luglio.

Nel fondovalle intanto, venne costruita la prima importante via di comunicazione che da Finale attraverso Bormida, scendeva fino a Carcare, era la Strada Berretta, dal nome del progettista, detta anche Via Reale o di Spagna, poichè su di essa transitarono poco dopo l'inaugurazione, nel settembre del 1666, l'Imperatrice diretta a Milano, e il 13 giugno 1702, il futuro Re di Spagna Filippo V.

Dopo il 1713, con la vendita del Marchesato alla Repubblica di Genova, per salvaguardare gli interessi commerciali genovesi, la strada fu abbandonata a sè stessa e alle ripetute periodiche devastazioni delle alluvioni del Bormida (nel 1744, nel 1798, e poi altre nel 1824, 1858 e 1878) che la rendevano, nei mesi invernali, a tratti impraticabile al traffico delle merci con Carcare, che, ancora a fine ottocento, veniva assicurato solo per la via di costiera, quella che saliva dalla cascina Montà verso le quattro strade, Altare e Vispa.

Intorno al 1770, Carl'Antonio Mallarini, sostituì alla vecchia segheria che possedeva, ai piedi del bric. Tortagneto, con una ferriera, con martinetto e pista da tabacco prima grossa "industria" nella vallata, attiva fino a metà ‘800.

Nel 1794 e poi nel 1796 l'arrivo delle truppe francesi, portò nuovi saccheggi, e i soliti soprusi per le popolazioni locali, e poi innovazioni quali l’introduzione del servizio di leva, che, testimonia lo Chabrol, dovette essere imposto con l’uso della forza ai riluttanti giovani Pallaresi, che pur di evitarlo, preferivano darsi alla macchia e al brigantaggio, altra grave piaga del tempo.

Il 1798 i Pallaresi, ratificando la situazione di fatto, stabilirono con atto consigliare la definitiva unione di Pallare Superiore con Pallare Inferiore, e sempre nel 1798, il torrente Viazza, uscì dagli argini portandosi via parte del Cimitero, posto allora davanti alla Parrocchiale, giungendo a minacciare anche la stabilità della Chiesa stessa, che sarà ricostruita solo 10 anni dopo, finiti gli anni della guerriglia, o quelli, come il 1800, della carestia e della morte per fame.

Tra il 1809 e il 1816, sotto la guida dell’arch. Porro di Finale e dell’anziano parroco, Don. Cheirasco, si demolì quasi totalmente la vecchia Chiesa Parrocchiale, ricostruendola in stile tardo barocco, e modificandone anche l’orientamento originario.

Dai primi anni dell’800 iniziò la massiccia emigrazione verso l’estero, che, per oltre un secolo spopolò le nostre terre, e, a fine secolo, ogni famiglia contava almeno un emigrante nelle America.

Nel 1845 persa la lite col Ponzone, per il possesso del bric della Sciorte, i Pallaresi decisero di dirottare sulla chiesetta di San Rocco, l’annuale e antichissima processione in onore di Santa Liberata, fino ad allora svolta verso all’antica chiesa-madre di Fornelli.

Nel 1855 troviamo traccia del colera che decimò un’ intera famiglia alla Montà, e poi di altre epidemie di tifo a fine secolo, e ai primi del ‘900.

Il Paladino riferisce che l’annuale processione dei Pallaresi al Santuario del Deserto iniziò come ex voto a seguito di una grave epidemia di difterite nel 1888, ma, mentre della grave moria non si trova traccia negli atti d’archivio, già dal 1882 è documentata l’esistenza di tale consuetudine, profondamente radicata anche a Biestro, come testimoniato in un atto del 1905 nel quale i biestresi ribadivano agli eredi del fu GioBatta Cabitto, il rispetto del legato, che dal lontano 1865 imponeva loro la distribuzione di una libbra di pane a testa, a chi si recava in pellegrinaggio al Deserto, obbligo fino ad allora sempre osservato.

Nel 1854 viene istituita la Scuola femminile di Pallare e nel 1862 quella di Biestro.

Nel 1866 si restaurò il campanile della parrocchiale di Biestro, ma nel 1872 un grosso olmo, posto cade sul porticato della Chiesa danneggiandolo gravemente e l'ardua ricostruzione, per la cronica mancanza di fondi del Comune durerà ben tre anni.

Al 1880 risalgono i primi progetti e poi i lavori per creare piazza San Marco, e nel 1886 quelli per la costruzione della strada Consortile Carcare- Bormida , che termineranno intorno al 1910 .

Il 29 Marzo 1874 i f.lli Cheirasco cedettero ai Castiglia "l’edificio del Molino per la macinazione di cereali, a due palmenti di forma antica e comune, con seccatoio attiguo, e stalla denominata Pista (deposito sale e tabacchi al tempo della Repubblica)", molino, che a fine secolo fu spostato nella casa accanto, dove tutti lo ricordiamo, e che verrà infine smantellato nel 1973, per far posto all’odierno tabacchino.

L’alluvione del 1900 si portò via il ponte sul Viazza, ricostruito nel 1904, e anche due caseggiati (i casazzi), e poi ancora altre grosse alluvioni nel 1933, nel 1937, nel 1951 prima di quella del 1994, danneggeranno gravemente il fondovalle.

Nel 1905 il Comune di Biestro le cui magre finanze non permettevano di trovare le 1080 lire, necessarie per aggiungere un’altra stanza all’edificio comunale da destinare all’ampliamento della scuola, riuscì comunque, dopo oltre 10 anni di impegni, a terminare la Strada Biestro-Seccate-Osiglia.

Nei primi anni del secolo, i Marchesi Raggi nuovi proprietari della tenuta di Fornelli, vi aprirono la scuola, frequentata per decenni anche da molti Pallaresi.

Nel 1920 a seguito dei disordini fra i contadini, per la riforma agraria, arrivò a Pallare il Commissario Prefettizio che governò il paese fino al 1925, istituendo nel 1921 il consorzio medico con Biestro affidato al dott. Giorello di Altare e concedendo, nel 1923, l’appalto di £. 2.000, alla ditta Bordoni per portare a Pallare la luce elettrica.

Nel 1925 si completò il restauro del campanile e dell’orologio di San Marco, in loc. Cheiraschi (dove oggi sono le Scuole) il signor Oliveri attivò il nuovo peso pubblico, e si iniziarono anche i lavori per il nuovo cimitero terminati nel 1933.

Con decreto del 31.5.1928 l’ex Comune Biestro cessò di esistere e aggregato a Pallare dal 1929, contava allora 530 abitanti, 2 negozi, 2 osterie e un cral, la produzione preminente erano le castagne, poco grano e ortaggi, l’acqua potabile era fornita dai pozzi artificiali e non possedeva nessun cespite patrimoniale, né fitti o censi.

Nel 1929 il servizio di impianto elettrico fu appaltato per 25 anni, e venne anche istituito il primo ufficio del telegrafo.

Al 1931 risalgono i progetti per l’allargamento e costruzione della Strada Biestro-Carcare.

Nel dopoguerra   Don Paolo attivò nell'antico oratorio dei disciplinanti, posto dietro la parrocchiale, il cinema parrocchiale, divenuto poi dal 1956-57 cinema sociale e attivo fino al 1975. Il sig. Siri Aldo imparò ad usare i proiettore a carboni e con altri 9 soci fondarono nel 1956  il cinema sociale, quando la società si sciolse nel 1959 furono  Macciò Alfonso e il figlio Gianfranco che  rilevarono l'impresa continuando l'attività fino al 1975.

Fra il 1949 e il 1950 venne edificata l’odierna sede della società operaia, il cui primo statuto risale al 1903, l'edificio fu  ampliato nel 1959 per aggiungervi una capiente sala da ballo

Fra gli sport, fu "il gioco del Balun" ovvero la pallamano, ad essere molto praticata a Pallare negli anni ’60, e la SPE Pallarese, fondata nel 1958 vinse nel 1959 il titolo di campione italiano di 3° categoria, e ottenne ottimi risultati per tutti gli anni ’60, proseguendo poi come Club 67 l’attività agonistica fino al 1973.

Nel 1960 venne asfaltata piazza San Marco, e iniziata la costruzione delle Scuole Elementari del Capoluogo, terminate nel 1962.

A Biestro nel 1965, l’antico oratorio di San Rocco venne convertito in magazzino e poi nell’attuale negozio di alimentari, e si iniziarono i lavori di allargamento e costruzione dell’attuale strada che da Pallare porta a Biestro.

Nel 1977-1978 si costruì l’attuale Palazzo Comunale, inaugurato poi il 24 giugno 1979, dove hanno trovato sede anche l’Ufficio Postale, fino ad allora in via Contei, l’Ambulatorio, e successivamente anche la Scuola Materna trasferita da via Mario Colombo.- Fra qualche mese sarà anche attivato una sede decentrata del banco Azzoaglio con un comodo bamcomat .

Nel 1980 vennero abbattuti i tre giganteschi Olmi presenti accanto alla Chiesa di Biestro, perché ormai secchi, vi erano stati piantati nel 1666.

Nel maggio del 1985 si inaugurò la nuova Pista di pattinaggio che nel 1991 fu coperta, costruendovi il nuovo Palazzetto dello Sport  e dotando così Pallare di una struttura polivalente unica nella vallata, nel 2000 dopo l’avvenuto scioglimento della soc. di pattinaggio artistico è stato allestito un campo da calcio con fondo in erba sintetica.

Nel 1988 nei locali delle Scuole elementari venne inaugurato il punto di prestito bibliotecario gestito dalla Comunità Montana Alta Val Bormida di Millesimo rinnovato negli arredi nel marzo del 2002

Nell’aprile del 1996 nei locali delle Scuole Elementari è stata inaugurata la sala museale Napoleonica sede di annuali esposizioni tematiche (quelle del 2002 riguardano la storia del corpo degli Alpini e quella del cinema sociale - visitate nella giornata del 25. 4 da oltre 600 visitatori)