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LA BANDIERA DELLA PACE

BANDIERA ARCOBALENO

Introduzione all'argomento

Purtroppo divenuta oggi bandiera di un preciso schieramento politico che l'ha fatta arbitrariamente propria, tra l'altro lo stesso schieramento che la guerra l'ha fatta davvero e senza legittimazione alcuna (attacco alla Serbia ) e che ha chiesto a gran voce il ritiro di una missione in Iraq che invece era di pace. Lo stesso schieramento che una volta vinte le elezioni si è subito smentito dando autorizzazione ad una nuova missione militare italiana in zona di guerra con regole d'ingaggio che parlano da sole, il Libano!!

Ma come si può essere tanto falsi e meschini da usare per tutta una campagna elettorale una bandiera e uno slogan per il ritiro di una missione di pace spacciandola per una guerra fatta (udite udite) dal nostro paese con le proprie truppe di "occupazione" in Iraq, e una volta incassato il successo del voto, senza niente cambiare nei piani di quella missione, approvarne una nuova e realmente di guerra, realmente d'azione al confine tra Israele e Libano, tra due popoli, quello israeliano e quello di Hezbollah che si combattono con ogni mezzo.

Ma come hanno potuto gli italiani credere a Babbo Natale? Certo, crederci ci far stare meglio ma ad un certo punto si cresce e si deve guardare in faccia la realtà, si ha il dovere di essere responsabili e l'ignoranza diventa criminale. Quando si da un voto non lo si deve fare per scelta di colori ma di contenuti, non si deve agire per romantica passione ma per lucida analisi. Eppure gli italiani, se pure per pochi voti di scarto, hanno dato credito e avvallato un governo tra le cui fila inneggia un simbolo assolutista messo al bando nelle più grandi democrazie al pari della svastica nazista, la falce e il martello. Questo governo che ha gridato alla bancarotta e una volta smentito dal gettito record di introiti fiscali nell'agosto 2006 se ne è preso i meriti alla faccia di tutte le riforme varate dalla precedente legislatura, sicuro di far bere al popolino ignorante, che la sola presenza di Prodi al comando, a soli 80 giorni dal suo insediamento, avesse convinto tutti a dichiarare maggiori guadagni.

E' l'egoismo di un popolino sempliciotto e poco avvezzo alla cultura e dunque al ragionamento, abituato da sempre ad amare un simbolo di morte e soggiogazione popolare. E' Gente buona e dai buoni principi, ma che troppo facilmente viene portata in piazza con estrema facilità, a volte per protestare contro i propri interessi (Vedi TFR ), gente che crede ancora che il mondo sia fatto di "buoni" da una parte e "cattivi dall'altra". Eppure li abbiamo sentiti gridare "Via dall'Iraq", ovvero... "cosa ce ne frega a noi degli Iracheni?".  Certo sarebbe stato meglio se gli Americani non avessero fatto quella guerra disgraziata alla quale il nostro paese non ha partecipato per giusta scelta. Ma ora che il danno è fatto, ora che quel popolo lontano ha bisogno di aiuto, perché il popolino della sinistra italiana, se è vero che ha un briciolo di umanità si comporta così?  Forse solo perché il proprio attaccamento alla fede ideologica é tanto radicato da rifiutare la verità dei fatti, ma sono coloro che si mettono in dubbio a crescere, mentre gli altri si appiattiscono inesorabilmente.   Partecipa al Forum ed esprimi la tua opinione.

Chi non si pone domande, chi non si pone i perché, chi rifiuta di vedere e di sentire le ragioni del prossimo e confrontarsi con esso, è di base un piccolo dittatore, certamente sicuro di sé, certamente appiattito e culturalmente fermo.  

LA SUA STORIA
 L'originale bandiera della Pace L'originale bandiera della Pace è questa dove al centro al posto della attuale scritta "PACE" vi è impressa la colomba bianca quale messaggio universale di fratellanza. La colomba bianca è opera di Pablo Picasso. Negli anni del dopoguerra, fino alla fine degli anni cinquanta era un simbolo che, non poteva essere issato a sventolare su un edificio e chi lo faceva era perseguibile a norma di legge.
 Peace, No War Il drappo fece la sua comparsa in Italia nella prima marcia della Pace, il 24 settembre 1961. Ispirato alla bandiera dei pacifisti anglosassoni che nel 1958, guidati dal filosofo Bertrand Russel marciarono ad Aldermaston in una protesta antinucleare, Aldo Capitini fece cucire, in tutta fretta, da alcune amiche perugine, delle strisce colorate da portare alla marcia.


Aldo Capitini

La prima bandiera della Pace è attualmente conservata a Collevalenza, vicino a Todi, dal dott. Lanfranco Mencaroni, amico, compagno di carcere  e collaboratore del filosofo pacifista Aldo Capitini che ideò la Marcia per la Pace Perugia–Assisi.

Nel racconto, (tratto dalla Bibbia, Antico Testamento) del diluvio universale, Dio pone l'arcobaleno come sigillo della sua alleanza con gli uomini e con la natura, promettendo che non ci sarà mai più un altro diluvio universale. L'arcobaleno è diventato così il simbolo della Pace tra terra e cielo e, per estensione, tra tutti gli uomini.

I colori dell'arcobaleno sono anche utilizzati come segno della "convivialità delle differenze" per la loro caratteristica fisica di restituire la luce bianca se fatti roteare velocemente.

E la medesima definizione di simbolo di Pace attribuito alla bandiera può già trovare la sua spiegazione nella parola greca syn-ballo che significa mettere insieme così proprio come fa l’arcobaleno che mette insieme tutto e tutti.


Jesse Jackson

Va inoltre ricordato che questi colori, solo cinque, appaiono anche ne “la bandiera delle razze” (Flag of Race), dell'associazione per i diritti civili fondata dal leader democratico nero, reverendo Jesse Jackson.

La bandiera della Pace è stata usata diffusamente a partire dagli anni '80 nelle marce per la Pace e in tutte le manifestazioni italiane, nonché nelle iniziative di Pace di volontari italiani all'estero (a Sarajevo, in Iraq, in Kosovo, nella Repubblica Democratica del Congo).

A partire dal settembre 2002 la bandiera della Pace è stata oggetto della campagna "Pace da tutti i balconi" che ha portato centinaia di migliaia di persone in Italia ad esporre la bandiera dal davanzale o dal balcone di casa per dire "no" al concetto di guerra preventiva e alla guerra in Iraq.

Nelle moderne democrazie i governanti prendono sempre più le loro decisioni seguendo sondaggi e opinione pubblica. Aiuta anche tu il Governo italiano a prendere la giusta decisione sulla guerra, esponendo la Bandiera della Pace o un pezzo di stoffa bianco con scritto "no alla guerra" ai balconi delle case, lasciandoli ben visibili finché non sarà definitivamente scongiurata la minaccia di un conflitto armato contro l'Iraq. Le bandiere sono reperibili al prezzo medio di 5 euro in una serie di luoghi elencati all'indirizzo www.bandieredipace.org (sito dove potrete trovare tutte le informazioni possibili sull'iniziativa).
Oppure potete riceverle a casa, al prezzo di euro 3.30 + spese di spedizione, chiamando l'associazione "Beati i costruttori di pace" ai numeri 049-8070522 e 049-8070699.

BANDIERA ARCOBALENO
Nasce nel 1978, ovviamente a San Francisco, il simbolo gay attualmente più diffuso nel mondo: la Bandiera dell'Arcobaleno (Rainbow Flag), conosciuta anche come Bandiera della Libertà (Freedom Flag). La disegna l'artista Gilbert Baker ispirandosi ai cinque colori della Bandiera delle Razze (Flag of Race), che in America sono un problema particolarmente sentito, a all'inizio contiene otto colori che, finalmente si stabilizzano a sei.
La simbologia spiega il significato di ogni colore: il rosso indica la vita, l'arancio è la salute (che in tempi di aids non guasta), il giallo ricorda il sole, il verde rappresenta la natura, il blu è l'arte e il viola lo spirito.
I due colori andati perduti sono il rosa (la sessualità) e l'indaco (l'armonia), ma non c'è nessun disegno ideologico dietro, solo la difficoltà tipografica e un folle aumento dei prezzi nello stampare una bandiera così... policroma.
La Bandiera dell'Arcobaleno sembra aver scacciato definitivamente tutti gli altri simboli, dall'omino preistorico al Lambda, ed oggi è l'elemento essenziale in tutte le manifestazioni gay nel nostro Paese ed altrove.
È curioso che l'inno semiufficiale delle Gay Pride March sia proprio Somewhere Over the Rainbow (1939), scritta da E. Y. Harburg per il musical della MGM, Il mago di Oz. Nel film la canzone è cantata a Judy Garland, seppellita lo stesso giorno in cui a New York scoppiava la rivolta dello Stonewall. Negli USA, le faeries Harry Hay e Artur Evans, cioè le fate che rappresentano l'immagine più «naturale» (nel senso di legato alla natura, ai boschi, alla magia della vita) dell'omosessualità, commemorano lo Stonewall cantando la canzone durante la sfilata e distribuendo volantini con le parole del testo

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