|
La famiglia Corsini è
una nobile famiglia originaria di Firenze. Il più famoso esponente fu
papa Clemente
XII.
Le origini della famiglia vengono in genere indicate con l'arrivo di Neri
Corsini a Firenze nella seconda metà del XII secolo, proveniente dal contado di Poggibonsi.
Famiglia di mercanti, si iniziò ad arricchire, come molte altre famiglie cittadine, con la
lavorazione e il commercio della lana e della seta nel Trecento, ai quali si aggiunse un Banco finanziario. Numerose
furono le cariche politiche ricoperte nella Firenze repubblicana.
IL TRECENTO
Tommaso di Duccio Corsini (morto nel 1366) fu un primo esponente di rilievo che
si prodigò per procurare ai figli e a quelli di suo fratello Niccolò, cariche pubbliche, ecclesiastiche e di avviarli
all'attività economica. Fra la nuova generazione spiccarono Filippo, figlio di Tommaso, che ricoprì importanti cariche
politiche, suo fratello Pietro, fu vescovo di Firenze e cardinale beatificato, che fu molto vicino a
papa Urbano V
ad Avignone e fu tra gli artefici del rientro del papa a Roma, infine Andrea, figlio di Niccolò, che diventò vescovo di
Fiesole
e fu in seguito santificato nel 1624 come
Sant'Andrea Corsini da papa Urbano VIII.
Il Trecento vide anche dei momenti difficili, come il gravoso fallimento del
banco attorno al 1370, che come altri numerosi istituti fiorentini, andò in crisi a seguito dei prestiti concessi a
Re Edoardo III d'Inghilterra e mai rimborsati.
In quell'occasione Matteo di Niccolò (1322-1402)
si trasferì in Inghilterra dove accumulò una discreta fortuna con il commercio della lana, della seta e delle aringhe.
Tornato a Firenze, acquistò molte terre, ma non abbandonò l'attività mercantile che fu sempre la base della ricchezza
familiare. Nel 1371 ricevette il titolo di conte palatino dall'Imperatore
Carlo IV per i servizi resi. Tuttavia la sua fortuna economica fu duramente colpita da
confische e i debiti contratti dal nipote la ridussero ulteriormente.
IL QUATTROCENTO
Il nuovo secolo si aprì così all'insegna di alti e bassi, con alterni rapporti
nei confronti dell'emergente famiglia dei Medici: sebbene i rapporti con
Cosimo il Vecchio fossero buoni (a un Corsini affidò per esempio la gestione del Banco
Medici a Roma), la famiglia si arrese poi di malavoglia alla loro invadente supremazia politica.
Amerigo Corsini
fu il primo arcivescovo di Firenze, dal 1411 al 1434.
Luca Corsini fu tra i primi a schierarsi apertamente contro
Piero il Fatuo,
figlio di
Lorenzo il Magnifico.
DAL CINQUECENTO AL SEICENTO
La solida ricchezza familiare si deve all'attività dei
fratelli Filippo (1538-1601) e Bartolomeo Corsini (1545-1613),
figli di Bernardo Corsini. Quest'ultimo nel 1597 si trasferì a Londra e vi fondò una filiale di banca, in stretta
collaborazione con il fratello Filippo a Firenze, che presto divenne il più importante istituto finanziario italiano
della città inglese. Intanto i rapporti con i Medici si erano distesi, fin dall'epoca dell'assedio di Firenze (1530) e
non vi furono altri momenti di conflitto con i Granduchi.
Bernardo morì senza eredi ed alla sua scomparsa il suo
enorme patrimonio passò nelle mani del figlio del fratello con il legato di essere interamente reinvestito in beni
immobili. Fu così che i Corsini si ritrovarono padroni di un'enorme ricchezza che fu spesa nelle tre generazioni
successive acquistando e restaurando palazzi, soprattutto, investendo in fattorie e terreni in Toscana e negli Stati
Pontifici, fino ad attirare l'attenzione e la magnanimità dei pontefici che concessero il titolo di marchese alla
casata, prima della marca di Sismano (da
Papa Paolo V,
1620), poi di Casigliano e Civitella (da Papa Urbano VIII 1629),
di Lajatico e Orciatico
(1644) e infine di Giovagallo e
Tresana (1652). Nel 1629 Urbano VIII canonizzò sant'Andrea Corsini.
Filippo Corsini, figlio di Bartolomeo di Filippo, è in larga parte il promotore
degli investimenti immobiliari a Firenze, che nella Firenze un po' in ristagno dei Seicento, stupì con la sua
magnificenza e modernità, comprando e restaurando nel nuovo stile barocco il
Palazzo Corsini al
Prato, con il giardino all'italiana creato da
Gherardo Silvani
(dal 1621),
il
palazzo sul Lungarno per opera di
Antonio
Maria Ferri (dal 1690 al 1698) e la
Villa Corsini a Castello da
Giovan Battista Foggini (dal 1697).
Nel 1675, sempre su incarico del Foggini, veniva edificata la Cappella Corsini
in
Santa Maria del Carmine, tributo a Sant'Andrea Corsini, canonizzato
da 50 anni, per la cui decorazione fu chiamato a Firenze
Luca Giordano,
che in seguito ricevette numerosi incarichi anche da altre famiglie, come il capolavoro che realizzò nella galleria di
Palazzo Medici Riccardi.
IL SETTECENTO
Nel Settecento il teatro dei successi familiari si spostò a
Roma, dove
nel 1730 il Cardinale Lorenzo Corsini salì ottantenne al soglio pontificio con il nome di
Clemente
XII. Uomo ben avvezzo all'economia (era stato tesoriere del precedente pontefice),
dotato di notevole cultura e di spirito da mecenate, nel suo papato decennale fondò i musei Capitolini e commissionò a
Roma importanti opere monumentali; tra queste abbelliscono ancora la capitale la Fontana di Trevi e la facciata della
basilica di San Giovanni in Laterano, all'interno della quale fece
realizzare una cappella di famiglia dedicata proprio a Sant'Andrea Corsini. Commissionò inoltre la facciata di
Santa
Maria Maggiore, il
Palazzo della Consulta, e i porti di Anzio, di Ravenna e di Ancona, allora su suolo di
proprietà del pontefice.
Suo nipote Neri Corsini (1685-1770)
divenne cardinale e si arricchì molto dalla posizione privilegiata dello zio pontefice. Acquistò e fece ampliare a Roma
il
palazzo alla Lungara, dove sistemò la collezione di stampe e
disegni, la ricca biblioteca e l'importante raccolta di dipinti. Il palazzo romano fu venduto al Regno d'Italia nel 1883
e Tommaso Corsini (1835-1919), che vi aveva fondato l'Accademia
dei Lincei, cedette allo Stato anche le raccolte d'arte (oggi
Galleria Corsini d'arte antica) e la Biblioteca Corsiniana.
Papa Clemente XII concesse anche il titolo di principe di
Sismano al suo nipote preferito Bartolomeo Corsini (1683-1752),
figlio di quel Filippo che aveva fatto costruire il palazzo sul lungarno fiorentino. Il titolo viene ancora tramandato
in famiglia, anche se ormai ha un valore puramente simbolico.
Successivamente (1759)
papa Clemente
XIII nominò cardinale anche il ventiquattrenne
Andrea Corsini (1735-1795),
ancora privo dell'ordinazione. Divenne prete dieci anni dopo, quindi nel
1771 anche
camerlengo di Santa Romana Chiesa e Prefetto del Supremo Tribunale
della Segnatura Apostolica. Consacrato
vescovo nel
1776,
tenne la sede suburbicaria di Sabina fino al 1793, quando divenne Vicario Generale di Sua Santità per la città di Roma e
distretto.
L'OTTOCENTO
Nel XIX secolo la famiglia si può dire che tornò a Firenze.
Figlio del Principe Bartolomeo fu
Neri Corsini (1771-1845),
che ricoprì importanti cariche politiche sia durante il periodo Napoleonico che in quello successivo della restaurazione
Borbonica, battendosi per l'indipendenza del
Granducato di Toscana dalla corona austriaca (infatti dopo la scomparsa dell'ultimo
esponente dei Medici, con l'arrivo degli Asburgo Lorena si rischio di venire assoggettati a provincia dell'Impero
Austroungarico), partecipando come ministro plenipotenziario al Congresso di Vienna. Infaticabile, si batté anche per la
restituzione di moltissime opere d'arte confiscate durante l'occupazione francese della Toscana.
Altri esponenti della famiglia ebbero importanti cariche sia sotto i granduchi
toscani, sia nella Repubblica Romana.
Figura importante fu
Tommaso Corsini VI
Principe di Sismano (1835-1919),
che cedette il Palazzo Corsini di Roma allo Stato. Oltre ad essere figura politica di grande rilievo (deputato del regno
dal 1865 al 1882, senatore a vita e sindaco di Firenze), fu anche un abile investitore: fu tra i fondatori de La
Fondiaria Assicurazioni, presiedette alla Cassa di Risparmio di Firenze (oggi Banca CR Firenze) e fu presidente della
Società Italiana per le strade ferrate meridionali ed ebbe un ruolo importante nel successo delle società elettriche del
centro Italia. La sua vera passione fu l'archeologia, infatti intraprese molte campagne di scavi che arricchirono il
Museo Archeologico di Firenze.
Anche
Don Filippo Corsini Marchese di Laiatico fu sindaco di Firenze.
IL NOVECENTO
Tommaso Corsini VIII Principe di Sismano (1903-1980)
fu pure un attivo uomo politico italiano, deputato della Costituente che creò la carta costituzionale nel secondo
dopoguerra. Fu appassionato ed esperto nel campo dell'agricoltura e dell'allevamento, contribuendo non poco
all'ammodernamento del settore in Toscana ed in Umbria; sua moglie Donna Elena riuscì a salvare la Galleria Corsini e
molti altri tesori d'arte dai bombardamenti e dal passaggio del fronte durante la II guerra mondiale. Loro figlio
Filippo (1937) è il IX e attuale Principe, ha avuto 4 figli e numerosi nipoti.
I Corsini sono oggi proprietari del palazzo sul Prato mentre il palazzo Corsini
sul Lungarno è di proprietà della sorella del principe Filippo, la contessa Lucrezia Miari Fulcis Corsini, e dei figli
di un'altra sorella, la contessa Annalù Sanminiatelli Corsini, scomparsa nel novembre del 2000. Molto importanti
sono comunque i Corsini di Villa Bianca a Castello
SENATORI DEL GRANDUCATO
- Alessandro di Gherardo di Bertoldo Corsini (1486-1552) eletto nel 1532
- Filippo di Carlo di Antonio Corsini (1523-1591) eletto nel 1578
- Bartolommeo di Bernardo di Filippo Corsini (1545-1612) eletto nel 1601
- Neri di Lorenzo di Bernardo Corsini (1577-1622) eletto nel 1621
- Filippo di Lorenzo di Bernardo Corsini(1578-1636) eletto nel 1629
- Carlo di Giovanni di Carlo Corsini (1573-1657)eletto nel 1641
- Pietro del sen.Neri di Lorenzo Corsini (1619-1671) eletto nel 1663
- Andrea di Giovambattista di Corsino Corsini (1634-1678) eletto nel 1677
- Lorenzo di Gherardo di Alessandro Corsini (1642-1718) eletto nel 1686
CURIOSITA'
I Corsini ebbero rapporti altalenanti con i
Medici,
ma durante l'epoca del Granducato furono ottimali, tanto che nel Settecento, quando la dinastia medicea stava per
estinguersi, arrivarono a proporsi come candidati alla successione.
Il cognome Corsini è molto diffuso nella città di Pistoia, dal quale poi si
diramarono negli anni molti Corsini anche nel nord Italia, in particolar modo nel bresciano. A Pistoia si trovano ancora
molte tracce di toponomastica Corsini, non da poco è la presenza di due piccoli borghi medievali denominati
Corsini Bianchi
e
Corsini Neri
che ergono sopra la vecchia abbazia romanica di
San Michele a Pulica in località Sant'Alessio. Pistoia tende
quindi, in un certo senso, a rivendicare le origini del cognome, probabilmente proveniente da un ceppo completamente
indipendente da quello di Firenze.
Francesca Peluffo e Andrea Corsini - 8/8/1998
|